Irlanda: il successo dell'asta allenta le tensioni, ma i rendimenti crescono dell'1%

Inviato da Alberto Bolis il Mar, 21/09/2010 - 12:19

Boccata d'ossigeno per l'Irlanda che nei giorni scorsi aveva assistito ai preoccupanti rialzi di spread e Cds. Ieri era stato il ministro delle Finanze, Brian Lenihan, a cercare di rassicurare la comunità finanziaria: "l'Irlanda non avrà bisogno di nessun aiuto finanziario dalla comunità internazionale". Questa mattina il governo di Dublino è riuscito a collocare 1 miliardo di euro di titoli di Stato al 2018 e 500 milioni di bond governativi al 2014. In netta crescita i rendimenti: al 6,02% dal 5,08% per l'obbligazione a 8 anni, al 4,76% dal precedente 3,62% per quella a 4 anni. "L'asta è stata coperta molto bene e la domanda ha praticamente doppiato l'offerta. L'incremento degli interessi era un fattore scontato", commenta un'economista di una primaria banca italiana raggiunta telefonicamente da Finanza.com.

Ma servirà un'emissione obbligazionaria ad allontanare tutti i dubbi su Dublino? Assolutamente no, visto che "l'Irlanda ha dei grossi problemi che non si risolvono con quest'asta". L'Irlanda, infatti, sarà in grado di tagliare il deficit al 3% del Pil entro il 2014 solo se "la crescita economica sarà in linea con le previsioni", ha dichiarato il governatore della Banca centrale irlandese, Patrick Honohan, spiegando che al momento, come sottolineato dal "Fondo Monetario Internazionale e altre organizzazioni, l'economia reale del Paese, il livello dei prezzi e gli interessi" da pagare sui titoli di Stato "hanno preso una direzione meno favorevole".

Secondo Honohan, la capacità di Dublino di riportare sotto controllo il debito nazionale dipenderà in particolar modo dalla fiducia degli investitori nell'Irlanda. In realtà contano  i fatti. E i numeri sono lì a ricordare che non sarà semplice risollevarsi. Nel 2009 il deficit irlandese era al 14% del Pil. Sui conti dell'Irlanda pesa però come un macigno il costo per il salvataggio della Anglo Irish Bank. Un'operazione che secondo l'agenzia di rating Standard & Poor's vale qualcosa come 35 miliardi di euro.

Da Dublino si passa ad Atene, dove questa mattina il Governo ellenico è riuscito a piazzare 390 milioni di euro di titoli di stato a 3 mesi ad un tasso del 3,97%, in leggera diminuzione rispetto al 4,05% della precedente emissione. Sostenuta la domanda che ha superato di ben 6 volte l'offerta. Ieri, intanto, la Banca centrale di Atene ha confermato che le banche greche avranno ancora un mese di tempo prima di affrontare la delicata sfida degli stress test. Gli esami per verificare la solidità dei livelli patrimoniali degli istituti di credito sono stati posticipati di un mese e verranno effettuati alla fine di ottobre. La decisione è stata presa in accordo con il Fondo Monetario Internazionale, la Banca Centrale Europea e la Commissione Europea. In questo modo, inoltre, gli stress test andranno ad integrarsi ai risultati delle banche greche dei primi nove mesi dell'anno e all'esito dell'aumento di capitale da 1,7 miliardi di euro lanciato dalla National Bank of Greece, la maggiore banca del Paese.

COMMENTA LA NOTIZIA