Irlanda: banche in attesa dell’esito degli stress test, in vista radicale ristrutturazione

FACEBOOK TWITTER LINKEDIN

Banche irlandesi in fibrillazione nell’attesa di conoscere i risultati degli stress test, che verranno comunicati oggi alle 17.30 (ora italiana). Subito dopo la loro pubblicazione, il ministro delle finanze Noonan terrà una conferenza stampa sulle modalità di raccolta del capitale necessario. Già da giorni corrono le voci su possibili aiuti di stato anche per quelle banche che finora avevano evitato l’intervento statale. Ma non solo. Le ultime indiscrezioni suggeriscono un piano radicale di ristrutturazione del settore bancario dell’isola, che vedrebbe la fusione di Allied Irish Bank con Ebs Building Society e la vendita del ramo assicurativo di Irish Life Permanent.


Tra i corridoi, si ipotizza che Bank of Ireland, il più grande istituto di credito del Paese, avrà bisogno di un aumento di capitale di 5 miliardi di euro, Irish Life Permanent dovrà chiedere 3 miliardi di euro mentre per Ebs Building Society dovrebbe bastare 1 miliardo di euro. In base a un sondaggio condotto da Bloomberg, le banche irlandesi avrebbero bisogno di 28 miliardi di euro di capitale. Secondo il quotidiano Irish Indipendent, che cita fonti governative, gli stress test riveleranno invece un ammanco di capitali per 20-25 miliardi di euro nelle quattro maggiori banche irlandesi. Da qui l’ipotesi di un piano radicale di ristrutturazione che prevederebbe la fusione di Allied Irish Bank con Ebs e la vendita del ramo assicurativo di Irish Life.

Stime di aiuti a parte, la nazionalizzazione dell’ultima roccaforte privata del credito nazionale, Irish Life Permanent, sembra quasi scontata. Secondo l’Irish Time, si parla di cedere una quota superiore al 50% del suo capitale sociale. Non a caso oggi il titolo è ancora sospeso dalle contrattazioni sulla Borsa di Dublino, così come successo ieri, dopo aver chiuso lo scorso 29 marzo con un tracollo del 45,27%. Per quanto riguarda l’altra banca sorvegliata speciale, la Bank of Ireland, anche qui si ipotizza un aumento della quota governativa nel capitale sociale. Dublino al momento controlla “solo” il 36% dell’istituto. Una possibilità che scuote il titolo in Borsa: l’azione cede quasi 11 punti percentuali.


Negli ultimi due anni, il governo di Dublino è dovuto intervenire per prendere il controllo di Anglo Irish Bank, Allied Irish Banks, Ebs Buiding Society e Irish Nationwide Buiding Society, mettendo mano al portafoglio per 46,3 miliardi di euro. Ulteriori aiuti graverebbero sul debito pubblico e il già debole bilancio del Paese. Secondo alcune fonti di mercato, la Banca centrale europea potrebbe sostenere l’operazione, concedendo alle banche d’Irlanda una linea di credito per i prossimi sette anni.