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Iride-Enìa: Viero, quorum previsto in cda non comporta deadlock perché proposta viene rigettata

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“Il quorum di 10 membri a favore sul totale di 13 componenti del consiglio di amministrazione non blocca assolutamente l’azienda perché è chiaro che le decisioni principali devono essere condivise”. Così l’attuale presidente di Iride, Roberto Bazzano, nel corso della presentazione alla stampa della fusione di Enìa all’interno del gruppo ligure-piemontese, a chi gli domandava se tale meccanismo non potesse portare a una sorta di stato di stallo per quel che concerne le decisioni da prendere. Al cda della nuova entità nascente, va ricordato, spetterà il compito di prendere le decisioni di natura straordinaria, comprese quelle strategiche e inerenti i piani industriali, mentre l’altro organi previsto è un comitato esecutivo composto da presidente, vicepresidente, amministratore delegato e direttore generale. Quest’ultimo organo delibererà invece circa la gestione e l’ordinaria amministrazione. “Non esiste un problema di deadlock (stallo, ndr) – ha puntualizzato Andrea Viero, attuale a.d. di Enìa e probabile futuro direttore generale del nuovo gruppo – perché il non raggiungimento del quorum previsto in cda equivale al rigetto della proposta, che quindi dovrà essere riformulata”.