Ira Fiat: con sciopero bisarche gravi danni per settore auto. Ancora fermi Cassino e Pomigliano

Inviato da Alberto Bolis il Ven, 23/03/2012 - 11:17
Quotazione: FCA CHRYSLER

Prosegue lo sciopero delle bisarche e la Fiat risponde con una nota durissima. Il Lingotto lancia un vero e proprio grido di allarme: "il danno economico provocato dall'agitazione sta diventando insostenibile per il settore automotive italiano, già fortemente toccato dall'andamento del mercato", si legge nella nota ufficiale della casa torinese. Non si arresta quindi la protesta dei lavoratori delle bisarche, gli autocarri a due piani che vengono utilizzati per il trasporto delle vetture.
 
Il grido di allarme del Lingotto tocca le immatricolazioni e le quote di mercato, già erose dalla crisi economica. "I lunghi e numerosi ritardi nelle consegne del prodotto ai concessionari e ai clienti - prosegue il comunicato - comportano pesanti conseguenze sulle fatturazioni e sulle immatricolazioni in Italia e all'estero". I danni, sottolinea Fiat, sono particolarmente gravi per Fiat Group Automobiles "che è stata costretta a fermare più volte l'attività in alcuni stabilimenti italiani, con rilevanti perdite economiche per l'azienda e per i lavoratori". Di conseguenza anche "le quote di mercato saranno evidentemente influenzate in modo negativo".
 
La prossima settimana sono già in programma nuovi stop alla produzione a causa dell'agitazione delle bisarche. Lo stabilimento di Cassino sarà chiuso nei giorni 27, 28 e 29 marzo, mentre il Giambattista Vico di Pomigliano d'Arco, dove viene prodotta la nuova Panda in fase di lancio in Europa, si fermerà nei giorni 26 e 27 marzo.

La tensione resta alle stelle. Il gruppo torinese delle quattro ruote, nel comunicato diffuso questa mattina, ha fatto sapere che "la situazione sembrerebbe in peggioramento con il verificarsi di numerosi episodi di violenza tra cui incendi di automezzi, minacce ed aggressioni ad autisti che non aderiscono allo sciopero".

COMMENTA LA NOTIZIA