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Ipo Screen Service: Saleri e i multipli. “Vogliamo avere margini di crescita”

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Il metro per valutare la bontà di una società che si affaccia alla finestra di Piazza Affari è la valutazione. Lo ripetono i gestori, lo dicono gli analisti. E a questa regola non sfugge Screen Service, gruppo bresciano attivo nella progettazione, produzione e commercializzazione di apparati per la radiodiffusione televisiva, che si appresta a sbarcare in Borsa il prossimo 11 giugno. L’intervallo di prezzo delle azioni della società oggetto dell’offerta è compreso tra un valore minimo pari a 1,35 euro per azione ed un valore massimo pari ad 1,80 euro per azione, corrispondente ad una valorizzazione compresa tra 171,52 milioni e 228,69 milioni. Dando un’occhiata ai multipli Screen Service quota a circa 9,11 volte l’Ev/ Ebitda 2006 sulla base del minimo dell’intervallo di prezzo e circa 11,97 volte sulla base del massimo dell’intervallo di prezzo contro le 30,61 volte di Dmt, le 11,43 volte di Harris Corporation, le 15,62 volte di Tandberg Television, le 10,62 volte di Thales Group. La valorizzazione della società bresciana rispetto a DMT appare fortemente a sconto. Giovanni Saleri, vice presidente e amministratore delegato del gruppo, ai giornalisti che gli chiedevano il motivo di una valutazione così a buon mercato rispetto ai concorrenti non si scompone e risponde: “Dmt ha due anime diverse: una tecnologica, una attiva nel business delle torri, che usufruiscono di multipli diversi”. “Noi siamo una società che vuole crescere e vogliamo avere margini di crescita”, ha aggiunto il manager.