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Ipo Blackstone: richieste sei volte superiori all’offerta

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Comunque vada sarà un successo. O forse no. Quel che è certo è che finora l’Ipo del fondo di private equity Blackstone ha raccolto molti consensi tra gli investitori nonostante le polemiche montanti contro la scarsa trasparenza del comparto e la possibilità, concreta, di una modifica alle norme fiscali che attualmente favoriscono le società di capitale di rischio.


Proprio settimana scorsa due senatori democratici, Max Baucus e Charles Grassey, hanno presentato un disegno di legge con l’obiettivo di parificare tali società a quelle di diritto comune in quanto a imposizione fiscale. Se la proposta dovesse venire approvata il rischio per Blackstone e le sue sorelle potrebbe essere quello di vedere improvvisamente raddoppiato il proprio carico fiscale a partire dal 2012. La tassazione sugli utili dei private equity passerebbe infatti dal 15% al 35%.  L’effetto non potrà essere che negativo sul valore della società che sta per fare il suo esordio sul Nyse anche se molti puntano maggiormente sulle opportunità di crescita nel breve termine presentate dal fondo di private equity e sull’apertura di un comparto in tumultuosa crescita a tutti gli investitori. Eppure la stessa Blackstone non nasconde gli effetti negativi che potrebbe avere un simile intervento legislativo sebbene abbia tenuto a precisare che questi effetti si faranno sentire solo a partire dal 2013.


Venerdì scorso, in un prospetto depositato presso la Commissione di Borsa americana, la Sec, la società guidata da Stephen Schwarzman sottolineava “il non trascurabile aumento della nostra tassazione” e “la riduzione del valore delle controllate” che seguirebbe all’adozione del progetto di legge in quanto questo impedirebbe a Blackstone di quotarsi come consorzio di associati. D’altronde l’effetto avuto dalla presentazione del disegno su Fortress Investment Group, fondo di buy out di minori dimensioni già quotato a Wall Street è stato significativo, con un calo delle quotazioni del titolo di circa 7 punti percentuali.


Tutto ciò non ha però impedito che l’offerta iniziale di azioni del fondo statunitense venisse sottoscritta per oltre sei volte e che la data di partenza della quotazione venisse anticipata di una settimana proprio a fronte di questa elevata richiesta ma anche per l’eccessiva attenzione politica suscitata dall’operazione nonché per il rischio di deterioramento delle condizioni del mercato obbligazionario, elemento fondamentale del core business della compagnia. I potenziali azionisti non si sono nemmeno fermati davanti alle caratteristiche “particolari” dei titoli, contenute nel documento presentato a marzo alla Sec. Infatti, gli azionisti che acquisteranno le azioni pubbliche avranno diritti di voto limitati e non avranno il potere di partecipare all’elezione dei general partners e dei dirigenti, compiti che resteranno nelle mani dei fondatori. Non sono nemmeno previste assemblee annuali degli azionisti.


Il prezzo a cui verranno assegnati i titoli Blackstone verrà fissato oggi sulla base di una forchetta di prezzo compresa tra 29 e 31 dollari. Verranno messe in circolazione 153 milioni di azioni per una raccolta totale che dovrebbe arrivare fino a 4,8 miliardi di dollari al massimo della forchetta e una valutazione complessiva della società pari a 32 miliardi di dollari. Tra le motivazioni della scelta di quotarsi “l’intenzione di accedere a una nuova fonte di capitale permanente e il desiderio di aumentare la riconoscibilità del brand” mentre i maggiori beneficiari dell’operazione saranno sicuramente i due fondatori, Stephen Schwarzman e Peter Peterson che si porteranno a casa un assegno da 2,33, miliardi di dollari.