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Ipo: anche Intercos getta la spugna, pesa instabilità dei mercati

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Dopo Italiaonline anche l’aspirante matricola bolognese della famiglia Ferrari ha deciso di rinunciare allo sbarco a Piazza Affari. “Il Consiglio di Amministrazione di Intercos, riunitosi oggi al termine del periodo di Offerta delle azioni Intercos, ha deciso – dopo l’analoga decisione degli Azionisti Venditori Dafe 3000 S.r.l. e Dafe 5000 S.r.l. e sentiti i Coordinatori dell’Offerta – di procedere al ritiro integrale dell’Offerta”.

“La Società ha ritenuto che le condizioni dei mercati finanziari, deterioratesi repentinamente nel corso degli ultimi giorni, non consentano di ottenere una valutazione che rifletta fedelmente il reale valore intrinseco e le potenzialità della Società”.

“Considerando la propria storia di successo e facendo leva sulla solidità finanziaria e patrimoniale del Gruppo, Intercos ritiene di poter comunque raggiungere gli ambiziosi obiettivi di sviluppo e di crescita che si è prefissata”. Intercos è uno dei principali operatori business to business (B2B) a livello globale nell’ideazione, produzione e commercializzazione di prodotti cosmetici e per il trattamento della pelle.  

Secondo rumor di mercato, l’Ipo sarebbe stata sottoscritta per circa il 75% e la decisione finale è stata presa ieri dopo che sono stati comunicati i dati relativi gli ordini in arrivo da Stati Uniti e Inghilterra. Per Intercos si tratta della seconda retromarcia visto che l’operazione fu tentata anche nel 2006.

Prima di Italiaonline e Intercos, a luglio erano saltati i collocamenti Rottapharm e Sisal. Una serie di ritiri che minaccia le società in lista di attesa tra cui ricordiamo Favini, Zanetti-Segafredo, Fedrigoni, Ovs e RaiWay. Nel 2015 dovrebbe invece toccare a Poste, Enav e Sace.