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iPhone, perché può anche non essere un successo

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Alla vigilia del lancio negli Stati Uniti dell’iPhone di Apple, pubblichiamo un articolo apparso su Finanza Magazine del febbraio scorso.


Il nuovo gadget culto di Apple è un gioiello di tecnologia e di design candidato naturale al ruolo di portatile di riferimento per il mercato. Eppure non tutti credono che sarà in grado di replicare il trionfo dell’iPod.

Dopo mesi di indiscrezioni lo scorso 9 gennaio ha visto la luce l’iPhone, dispositivo che integra le caratteristiche di un lettore musicale e di un telefono cellulare oltre a una serie di funzioni tutte accessibili da uno schermo touchscreen. Apple prevede di venderne nel 2007 10 milioni di pezzi, ossia l’1% dei cellulari venduti nel mondo in un anno. Diversi dubbi su tali stime sono stati però avanzati da analisti e osservatori. Sotto accusa alcune scelte commerciali e tecniche adottate e la scarsa considerazione delle contromosse dei concorrenti.
Gli analisti di Nomura ad esempio ritengono che con vendite che cominceranno negli Usa a metà 2007 e nel resto del mondo solo nel 2008 e soprattutto con l’esclusiva concessa all’operatore mobile Cingular (nel frattempo diventata AT&T per effetto della fusione nel dicembre 2006 della controllante Bellsouth in AT&T), difficilmente le vendite 2007 potranno andare oltre i 2 milioni di unità. Secondo le società di ricerca iSuppli e Gartner, in molti potrebbero passare a Cingular (usato dal 26% degli americani) solo per avere un iPhone, ma Apple potrebbe essersi preclusa in partenza circa due terzi del mercato potenziale. Sempre secondo stime Gartner inoltre, nel 2007 le vendite di smartphone dovrebbero ammontare a 170 milioni di pezzi e a 27 milioni quelle di prodotti di alta gamma, quale è l’iPhone, che pertanto per centrare i target dovrebbe arrivare a impossessarsi di oltre un terzo del suo mercato di riferimento. Parzialmente differenti dai numeri dichiarati da Apple anche la stima presentata dall’americana Friedman Billings Ramsey al termine di una ricerca lungo la catena dei probabili produttori della componentistica. Secondo questa ricostruzione la previsione fornita da Apple ai fornitori per il 2007 si attesterebbe a 6 milioni di unità con possibilità di estensione fino a 9 milioni.


Cosa gli manca per essere perfetto


Dubbi riguardano anche alcune caratteristiche dell’iPhone come la praticità dello schermo e la disponibilità di batteria e memoria. C’è poi anche chi, come Gartner, definisce le specifiche dell’iPhone in parte conservative, citando l’assenza di funzioni Gps integrate, della capacità Umts e la bassa definizione della fotocamera rispetto ai 5 megapixel di alcuni modelli concorrenti. L’effettiva usabilità dello schermo è comunque il tema fondamentale. L’utilizzo di tutte le funzioni attraverso l’interfaccia touchscreen è avveniristica, ma potrebbe anche essere un limite. Ad esempio l’assenza di una tastiera tradizionale, secondo gli analisti di Merrill Lynch, potrebbe costituire un ostacolo all’utilizzo nel messaging. E anche per questo, secondo Bear Stearns, l’iPhone sarebbe carente dal punto di vista delle email aziendali, al cospetto del più conveniente Blackberry della Research In Motion. L’assenza della capacità Umts potrebbe invece costituire un problema per stabilire un contratto con gli operatori europei, molti dei quali hanno interessi nella telefonia di terza generazione. Un altro punto debole potenziale è segnalato da Lehman Brothers, secondo cui l’apparecchio, al pari di un iPod, ma a differenza dei normali telefoni cellulari, non dovrebbe consentire la sostituzione del blocco batteria (la notizia non è però al momento confermata), solitamente necessaria dato il dispendio di carica generato dall’utilizzo in modalità conversazione. Sempre secondo Lehman la memoria dell’apparecchio sarebbe sufficiente per l’immagazzinamento di musica, ma inadeguata per i video.


Chi vince e chi perde con l’iPhone


Se le caratteristiche business dei prodotti Research In Motion lasciano presagire un impatto contenuto per la casa canadese, il discorso è parzialmente diverso per i colossi della telefonia cellulare come Nokia, Sony Ericsson e Motorola. Determinante sarà il fattore costo. L’iPhone, secondo uno studio della banca americana Lehman Brothers non sarà distruttivo per Nokia o Motorola, almeno finchè non ne verrà ridotto il prezzo. Nell’ordine Motorola sarebbe meno esposta perchè produttrice di telefoni di fascia media, mentre Nokia e Sony Ericsson potrebbero scontare il loro maggiore focus su prodotti con caratteristiche multimediali. Tuttavia secondo Gartner proprio il lancio dell’iPhone potrebbe indurre una maggiore domanda di smartphone. In questo caso, concludono da Lehman, Nokia, che detiene una quota di mercato negli smartphone pari al 45-50% sarebbe uno dei maggiori beneficiari.


IMPATTO INCERTO SUI CONTI DI APPLE


L’iPhone agirà da traino per i risultati della Apple? La risposta non è del tutto scontata, nonostante il favore di quasi tutta la comunità finanziaria. L’avvento dell’iPhone ad esempio ha indotto Credit Suisse a rivedere le stime di utile per azione 2007 di Apple da 2,74 a 2,84 dollari e ancora più ottimistiche sono le previsioni di Bear Stearns, secondo cui ogni milione di iPhone venduto porterebbe a un incremento dell’utile per azione 2008 tra i 10 e i 15 centesimi di dollaro. Ulteriormente nel dettaglio è scesa un’analisi preliminare condotta da iSuppli, azienda leader a livello mondiale nel reperimento di informazioni per l’industria elettronica. Lo studio prevede che la produzione di ogni iPhone da 4 Gb costerà a Apple circa 245 dollari, offrendo quindi alla casa della mela, sulla base dei prezzi di vendita dichiarati, un margine lordo attorno al 50% per la versione da 4 Gb. Non male considerando che il margine medio per i comuni cellulari si aggira attorno al 20%, e quello complessivo di Apple, ricavabile dai conti del quarto trimestre 2006, ammonta al 31,2%. Non si può però sottovalutare quanto si legge nelle community e nei blog in rete. Diffusa è infatti l’intenzione di rimandare l’acquisto di un lettore musicale in attesa del lancio sul mercato dell’iPhone. Un’ipotesi verosimile è dunque quella di una possibile cannibalizzazione dell’iPod, prodotto ormai maturo, ma che garantisce anche cospicue entrate alla casa di Cupertino. Per testare questa tesi basterà comunque seguire l’andamento delle vendite di iPod già nel primo trimestre 2007.


CARATTERISTICE


– telefono cellulare quadriband
– lettore musicale
– fotocamera da 2 megapixel
– browser Safari per la navigazione Internet
– sistema operativo OS X
– durata batterie 5 ore in modalità conversazione
– spessore di 1,16 cm
– schermo touchscreen da 3,5 pollici (circa 9 cm) a sfioramento con tastiera qwerty integrata; utilizzabile per la visualizzazione di video e foto, per scegliere tra le funzioni del menu e per gestire i file o zoomare su una sezione definita
– prezzo di 499 dollari per la versione a 4 Gb e di 599 dollari per quella a 8 Gb
– in vendita negli Usa a giugno, in Europa dal prossimo Natale