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Investitori pazzi per i corporate bond: en-plein per l’emissione Campari

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La temperatura sul mercato dei corporate bond si conferma bollente. Campari ha rotto il ghiaccio ieri: ha emesso il suo primo annunciato bond pubblico, dimostrando alle imprese di tutta Italia che esiste una alternativa al sempre più difficile credito bancario. Fondi, assicurazioni, gestioni patrimoniali e anche qualche hedge fund non hanno resistito alla chiamata.


Il gruppo milanese famoso per il Crodino ha chiuso in un batter d’occhio i book dell’emissione da 350 milioni di euro. La domanda è stata otto volte superiore all’offerta: 2,7 miliardi di euro. E se si va a spulciare tra gli ordini si nota che tra i circa 300 investitori istituzionali arrivati da tutta Europa per acquistare il primo prestito obbligazionario emesso da Campari si trova un po’ di tutto.

L’en plein di questa operazione conferma comunque una tendenza ormai in atto da qualche tempo. La congiuntura è favorevole e le performance sono eccezionali, spiegano gli addetti ai lavori. E in effetti sarà per questo che nelle ultime settimane è proseguita senza soste la carica di emissioni obbligazionarie da parte del mondo delle aziende.

 

Anche colossi come Eni, Enel, Telecom, A2A, Generali hanno deciso di sostituire le banche con il mercato: hanno o sono in procinto di affacciarsi sul mercato dei corporate bond, sfruttando questa finestra temporale. E stando alle ultime voci di mercato sembra che ci siano altre aziende italiane di taglia media – grande interessate a scendere anche loro, per la prima volta sul mercato dei bond, per rispondere alla chiusura dei rubinetti del credito bancario.