Investitori istituzionali italiani nella morsa della volatilità, sondaggio Natixis Global A.M.

Inviato da Marco Barlassina il Gio, 18/10/2012 - 12:04
Volatilità dei mercati e rischio contagio non turbano solo i sonni dei piccoli risparmiatori. Ben l'80% degli investitori istituzionali italiani ha mutato il proprio approccio alla gestione del rischio dopo lo scoppio della crisi finanziaria e il 40% è turbato dall'aumento della volatilità e della rischiosità. Sono alcune delle evidenze di un sondaggio condotto da Natixis Global Asset Management tra gli investitori istituzionali. Per il 17% degli intervistati la preoccupazione principale è la capacità di reagire velocemente all'estrema volatilità dei mercati, per il 13% il possibile contagio causato dalla crisi e sempre per il 13% il manifestarsi di rischi imprevisti nel proprio portafoglio. E tale situazione giustifica la prudenza registrata nei portafogli. In media, gli istituzionali italiani detengono la quota maggiore dei propri asset in categorie che hanno una volatilità minore come obbligazioni
(34%) e liquidità (16%), rispetto ad investimenti più legati ai movimenti di mercato come le azioni (18%), agli investimenti alternativi (hedge fund, private equity e venture capital) che rappresentano il 9% del portafoglio o ad asset reali come obbligazioni legate all'inflazione, materie prime e immobiliare (8%).
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