Investitori in fuga dai fondi azionari europei nel secondo trimestre

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Il secondo trimestre è stato all’insegna del risk-off secondo Epfr Global. Gli investitori hanno penalizzato i fondi della categoria azionaria preferendo gli obbligazionari o il classico materasso.

Sono parecchi gli eventi di natura economica e geopolitica che hanno turbato l’andamento dei mercati finanziari nel secondo trimestre dell’anno, cancellando la buona partenza del 2012. In primo luogo ovviamente l’Europa. La crisi del debito ha incontrato nei mesi primaverili un nuovo picco, al momento in via di superamento dopo la riunione del Consiglio europeo di fine giugno. Oltreoceano si è vissuto con lo sguardo rivolto all’Europa e alla Cina. La prima economicamente in panne e la seconda in decisa frenata. La conseguenza è stato l’indebolimento della crescita negli Stati Uniti e il tira e molla sulla possibilità di un nuovo Qantitative easing (Qe3) da parte della Fed. In Medio Oriente le tensioni con l’Iran non sono diminuite anche se la copertura dell’embargo da parte di altri Paesi e le attese di rallentamento della crescita economica globale hanno permesso al prezzo di Brent e Wti di scendere con decisione. Sempre in Medio Oriente la Primavera araba non completata ha riportato tensioni in Egitto mentre la Siria in fiamme è un focolaio di tensione per l’intera area.

In un simile scenario la voglia di rischiare è stata ben poca. Secondo Epfr Global nel secondo trimestre gli investitori hanno ridotto la loro esposizione su Europa e mercati emergenti. L’azionario globale ha registrato una fuoriuscita di 7,7 miliardi di dollari parte dei quali sono affluiti ai fondi obbligazionari che hanno avuto un incremento di 4,7 miliardi di dollari. Per l’Europa in particolare la fuga degli investitori è ancora più evidente. Il trimestre concluso in giugno, secondo quanto riportato da Epfr Global, è stato il peggiore dal terzo trimestre del 2008 mentre per quanto riguarda i fondi azionari emergenti la fuoriuscita di denaro registrata nel secondo trimestre ha completamente annullato l’ottimo primo trimestre. La ricerca di sicurezza non ha infine premiato i monetari, caratterizzati da uno scarso rendimento. Basti pensare ai titoli di Stato a breve termine di Germania e Stati Uniti con un rendimento reale che si è spostato addirittura in territorio negativo.