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Investire all’ombra del Cremlino con gli Etf

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Non c’è non solo il petrolio dietro al ritrovato appeal della Borsa russa. Se da un lato i mercati in generale hanno risollevato la testa nell’ultimo mese e mezzo sulla convinzione che gli sforzi dei vari governi mondiali per sbloccare il mercato del credito stiano dando i primi riscontri positivi, la ripartenza della Borsa russa ha avuto luogo con diverse settimane di anticipo. Il saldo positivo da inizio anno risulta superiore al 30%, secondo miglior mercato emergente in questo 2009 dietro alla Cina, recuperando parte delle perdite del 2008, quanto la Borsa moscovita lasciò sul terreno oltre il 70% del proprio valore sopraffatta dall’aggravarsi della crisi finanziaria globale e dalla caduta verticale dei corsi petroliferi nella seconda metà dell’anno. Ascesa del mercato moscovita favorita in primo luogo proprio dalla ripresa delle quotazioni del petrolio e delle principali commodities, dal cui andamento dipende gran parte dell’economia russa.
La riscossa che sta caratterizzando la Russia trova comunque le sue radici anche nelle cospicue misure anti-crisi messe in atto dal Cremlino. Le previsioni per il 2009 sono di una crescita negativa per la Russia (-6% le ultime previsioni del Fondo Monetario Internazionale) dal +6,2% del 2008. Ma già nella seconda metà dell’anno e poi nel 2010 dovrebbero farsi sentire i primi effetti positivi dei pacchetti di stimolo all’economia varati dal Governo russo e dalla Banca Centrale. Piani di aiuti per un valore complessivo di circa 200 miliardi di dollari a sostegno delle necessità di finanziamento di banche e di imprese, in particolare nel settore delle costruzioni e in quello energetico.
Per investire sul mercato russo a Piazza Affari è quotato il Lyxor ETF Russia (commissione annua dello 0,65%) che replica l’andamento del DJ RusIndex Titans 10, composto dalle 10 delle principali società russe quotate sul listino di Mosca. A inizio aprile a pesare maggiormente nell’indice erano la società mineraria Norilsk Nickel (15,86% dell’indice), seguita dai colossi petroliferi Rosneft (15,13%), Gazprom (14,78%) e Lukoil (14,60%). E’ pertanto evidente una forte preponderanza del comparto energetico che da solo pesa per più della metà del’intero paniere. Sul mercato EtfPlus sono quotati anche il db x-trackers Msci Russia capped index Etf (costi gestione annui dello 0,65%) che replica l’andamento del Msci Russia index. Il tracker proposto da DB limita ad un massimo del 22,5% giornaliero e del 20% trimestrale l’esposizione nei confronti delle società che hanno un peso superiore al 25% nell’Indice MSCI Russia. L’indice è calcolato in dollari su base giornaliera pertanto si è esposti al rischio cambio, così come per l’Etf Russia proposto da Lyxor. Infine c’è l’Etf Market Access Daxglobal Russia (costi gestione annui dello 0,70%) che replica l’indice Daxglobal Russia.