Investimenti: Mellon punta sulla ripresa della locomotiva tedesca

Inviato da Redazione il Mer, 13/07/2005 - 10:14
Raj Shant, gestore del Mellon Continental European Equity Portfolio, attraverso un'attenta lettura di alcune variabili macro- economiche tedesche crede che il futuro per la Germania si prospetti più brillante di quanto si aspetti la maggior parte degli investitori istituzionali e privati

Secondo Raj Shant, gestore del Mellon Continental European Equity Portfolio, il no ai referendum in Francia e in Olanda, unito alle possibili elezioni anticipate in Germania, avrà ampie conseguenze. Parlando in termini generali, in un sistema di cambi fissi, i più grandi partner commerciali si scambiano la crescita l'uno con l'altro, con vincitori e vinti che sono determinati dall'abilità di contenere i costi e migliorare la competitività. L'analista sostiene che, fra i paesi della zona dell'euro, l'Italia è quello che ha sofferto di più, non essendo stata in grado di interrompere la consolidata tradizione di un aumento dei costi (e priva della possibilità di svalutare la moneta per neutralizzarne gli effetti). 'Siamo sempre più preoccupati che la Francia possa seguire la stessa strada, dal momento che il "no" alla consultazione referendaria ha messo Chirac in una posizione più difficile per effettuare riforme impopolari sostiene Shant. Tutto ciò fa sì che la Germania possa emergere da questa situazione di confusione come l'inatteso vincitore. La lunga abitudine e lavorare in presenza di una valuta forte fa sì che le società, entrambi i maggiori partiti politici e anche i sindacati abbiano accettato la tesi per le riforme; le elezioni costituiscono semplicemente la scelta su quale orientamento di riforme gli elettori preferiscono.

Il gestore ricorda che le società tedesche hanno beneficiato dell'azzeramento della tassazione sul capital gain per gli scambi di azioni, mentre la corporation tax sta per essere ridotta dal 25 al 19%. I sindacati hanno anche concluso diversi accordi che prevedono un maggior numero di ore lavorative a parità di salario, a fronte di una maggiore sicurezza dei posti di lavoro. Chiaramente tutto ciò riduce il costo unitario del lavoro, il che rende la Germania più competitiva. Inoltre i decisi ribassi delle generose indennità di disoccupazione stanno iniziando a fare effetto. Questo alla fine ridurrà la disoccupazione, poiché molti disoccupati di lungo periodo saranno finalmente incentivati a unirsi alla forza lavoro attiva. Il trend che porta ad un aumento della competitività è osservabile empiricamente. Il grafico relativo al costo del lavoro mette in evidenza che tale variabile in Germania sarà fra breve tempo il più basso fra quello dei tre grandi paesi dell'area euro. Il grafico sottostante illustra come la Germania abbia per molti anni costantemente incrementato la sua quota di esportazioni dell'OECD (Organisation for Economic Cooperation and Development). Naturalmente questo si è verificato dopo un decennio di declino seguito agli elevati costi della riunificazione. Inoltre, la quota di mercato non è ancora quella che era alla fine degli anni '80. Nonostante ciò, la ripresa degli ultimi anni è sorprendente, visto anche che è coincisa con un periodo di forza dell'euro.

Ovviamente le riforme possono essere impopolari. Ecco perché il cancelliere tedesco Gerard Schroeder sta tentando di anticipare le elezioni parlamentari al prossimo autunno. L'opposizione conservatrice, la CDU, è data per sicura vincente alle elezioni se fossero a settembre.
L'aspetto positivo per la Germania è che entrambi i partiti sono intenzionati a proseguire sulla strada delle riforme. Se Schroeder sarà confermato, continuerà il suo programma di riforme, "Agenda 2010", mentre se sarà Angela Merkel a vincere, candidato della CDU, il suo programma prevede una revisione del sistema pensionistico, semplificazione al livello fiscale, la riduzione della tutela dei lavoratori e la limitazione dei poteri sindacali. In entrambe le ipotesi la Germania dovrebbe continuare a guadagnare sul terreno della competitività. Anche se questo non vuol dire che sarà in grado di battere la produzione di massa cinese, significherà che potrà battere i paesi vicini, che sono guarda caso anche i suoi maggiori partner di scambi commerciali. Secondo l'analista di Mellon, ci sono molte società blue-chips che presentano delle valutazioni interessanti, come Basf, E.on e Metro. Ciascuna di queste società negli anni recenti è andata incontro a dei cambi a livello manageriale, e nuovi (spesso più giovani) professionisti sono entrati a far parte di organizzazioni poco efficienti in cui hanno intravisto le opportunità di operare dei cambiamenti. Più di recente l'attenzione del gestore si è concentrata sui titoli di una banca chiamata Hypo Real Estate (HRE), nata a seguito della crisi del sistema bancario tedesco di tre anni fa. La sua società madre, la travagliata Hypovereins Bank (HVB), è stata costretta a dismettere HRE attraverso uno spin-off per risanare i suoi bilanci. Shant sottolinea che un anno fa la banca era scambiata a grande sconto rispetto al suo valore, principalmente perché nessuno era sicuro su come si sarebbero sbarazzati del peso dei prestiti immobiliari non redditizi. Da allora il titolo azionario ha guadagnato oltre il 40%, poiché molti hedge fund e banche d'investimento hanno fatto a gara per fare un'offerta per i libri dei prestiti o immobiliari. Il manager precisa che c'è molto denaro scommesso sull'ipotesi che il declino che ormai da 15 anni dura nel settore immobiliare tedesco sia ormai giunto alla fine.


Man, società tedesca produttrice di camion, rappresenta l'altro importante acquisto effettuato da Shan. Gli azionisti chiave di lunga data (e prolungata sofferenza) quali banche e compagnie di assicurazione stanno vendendo la loro quota di controllo. Una volta che non ci saranno più gli azionisti chiave a proteggerla, la società è consapevole di dover migliorare le proprie valutazioni azionarie per evitare di essere scalata. Il nuovo team di gestione si sta decisamente concentrando su due divisioni chiave, disinvestendo i settori ritenuti non essenziali e dando una decisa inversione di tendenza a una lunga storia di cattiva gestione manierosa. Al momento il titolo è salito del 20% dalla data del collocamento, ma appare ancora a buon mercato rispetto a molti titoli industriali o ingegneristici europei. In conclusione, Shant crede che il futuro per la Germania si prospetti più brillante di quanto si aspetti la maggior parte della gente, in particolare i tedeschi. Politici, società e sindacati hanno accettato l'esigenza di operare dei cambiamenti. La competitività è già in fase di miglioramento. Tuttavia i positivi effetti che ci aspettiamo di vedere da un'analisi di tipo top-down e bottom-up non trovano ancora riscontro nelle valutazioni. Dal punto di vista prezzo/rendimenti, la Germania sembra sempre cara perché le società, deliberatamente, tendono a deprezzarsi molto rapidamente. Se si mettono insieme deprezzamento e ammortamento, il mercato tedesco è scambiato su una base prezzo/rendimenti cash di appena 5,7x contro la media dell'Europa Continentale di 7,7x. La tesi d'investimento Germania appare perciò particolarmente valida.
a cura di www.fondionline.it
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