Investimenti: le fonti "pulite" convincono i Governi europei e americani

Inviato da Daniela La Cava il Lun, 27/04/2009 - 15:04
I Governi europei e americani guardano con crescente interesse alle energie rinnovabili. Se gli Stati Uniti puntano a raddoppiare entro il prossimo triennio la capacità di generazione di energia rinnovabile, l'Unione europea mira a raggiungere il 20% dei consumi totali provenienti da fonti rinnovabili entro il 2020. Prospettive positive che hanno messo le ali ai titoli del settore "green" che hanno preso parte al rally dei mercati iniziato il 10 marzo. Da quella data in poi i tre Etf quotati a Piazza Affari sulle energie rinnovabili hanno realizzato una crescita a doppia cifra. Nell'ultimo mese i maggiori guadagni sono stati realizzati dall'Ishares S&P clean Energy che è salito del 33%. Questo Etf, che seleziona circa 30 azioni di società attive nella produzione di energia verde o di attrezzature e tecnologie per il settore dell'energia proveniente da fonti rinnovabili, si è così gettato alle spalle le deludenti performance degli ultimi dodici mesi (-55%). Al rimbalzo dei mercati ha partecipato anche il Lyxor Etf New Energy che replica, invece, l'andamento del World Alternative Energy Index. In questo caso i guadagni da marzo in poi sono stati nell'ordine del 23%. Indice più variegato è il WilderHill New Energy Global Innovation a cui è legato l'Etf Power Shares Global Clean Energy. Nei primi mesi dell'anno questo Etf, il più variegato dei tre poiché si rifà a un indice che investe in oltre 80 società, ha guadagnato oltre undici punti percentuali, e ha migliorato le sue performance in coincidenza della ripresa dei mercati, con una variazione positiva del 32,5%. L'investimento in Etf su indici legati all'andamento dei vari segmenti delle fonti verdi presenta una componente di rischio medio-alta derivante dall'elevata volatilità che caratterizza i titoli delle società attive nella produzione di energia "pulita". Per contro consente una buona diversificazione del proprio portafoglio grazie anche alla non elevata correlazione con l'andamento dei corsi azionari. Un investimento consigliato soprattutto a chi investe in un'ottica di medio-lungo termine alla luce delle buone prospettive di crescita che caratterizzano le energie rinnovabili oppure per chi intende beneficiare nel breve periodo sull'ascesa degli "eco indici" sull'onda dei crescenti costi dei combustibili fossili.
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