Invesco: i titoli azionari europei vanno riconsiderati

Inviato da Riccardo Designori il Mer, 03/07/2013 - 16:53

"Un approccio multi asset negli investimenti, diversificato tra azioni, obbligazioni e materie prime, può portare ad ottimi risultati, ma con un avvertimento: deve essere garantita la massima trasparenza e chiarezza nella gestione". E' la ricetta offerta da Bernard Aybran, CIO Deputy Director di Invesco, che consiglia prima di tutto soluzioni d'investimento semplici e dirette.




"Con le economie occidentali bloccate nella crescita e i timori di crescita dell'inflazione, l'aumento dei tassi di interesse è una prospettiva remota. Questa situazione favorisce la caccia ai rendimenti e alcune classi di investimento garantiscono un adeguato premio per i rischi assunti: per esempio alcuni mercati del debito emergente o società emittenti con un rating inferiore alla soglia investment grade", sottolinea Aybran, ricordando tuttavia come questa categoria di obbligazione possa comportare un maggiore rischio di insolvenza considerando che "maggiore è il rischio di default e maggiore è il rendimento". 




"Le cosiddette obbligazioni 'high yield', infatti, offrono cedole superiori al 5%, i loro BB+ o rating inferiori implicano un rischio maggiore di default rispetto a società con un giudizio migliore, ma è un rischio che oggi vale la pena correre, in particolare, nel caso dei governi emergenti: a livello aggregato, sono molto meno indebitati rispetto ai Paesi occidentali, ma con cedole molto più alte".




Aybran invita, inoltre, a considerare i titoli europei, "una classe di investimento con reddito elevato e prospettive di apprezzamento del capitale". Alla base della sua convinzione la constatazione che ai valori attuali "i titoli azionari europei sono ancora sottovalutati,  e anche se non ci sono garanzie per una loro crescita a breve, sono un ottimo punto di partenza per programmare un investimento di lungo termine".
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