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Intesa: utili in calo al netto delle voci straordinarie

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Intesa Sanpaolo ha chiuso i primi tre mesi del 2007 con un utile netto consolidato di 1,496 miliardi di euro, in crescita del 5,1% rispetto a un anno fa. Il risultato normalizzato, ossia al netto delle voci straordinarie (tra cui una plusvalenza di 708 milioni dalla cessione di 173 sportelli al Credit Agricole e oneri di integrazione per 401 milioni) sarebbe però pari a 1,130 miliardi, da mettere a raffronto con un utile netto normalizzato del terzo trimestre 2006 di 1,159 miliardi e agli 1,317 miliardi del secondo trimestre 2007.


I proventi operativi netti sono ammontati a 4,477 miliardi, in aumento del 5,1% rispetto al terzo trimestre 2006 e in crescita del 6,7% se si escludesse il risultato dell’attività di negoziazione. Anche in questo caso un riferimento è fornito dal processo di normalizzazione. Escludendo dal terzo trimestre 2007 l’apporto positivo di 169 milioni della plusvalenza LSE e quello negativo di un milione della cessione parziale di Santander, la variazione è, rispettivamente, pari a +1,4% e -8,1%.

Il risultato dell’attività di negoziazione è ammontato a 302 milioni di euro (134 il dato normalizzato escludendo gli effetti LSE e Santander), rispetto ai 348 milioni del terzo trimestre 2006 (336 milioni il dato normalizzato escludendo l’effetto della posizione in Fiat e Parmalat) e ai 332 milioni del secondo trimestre 2007 (361 milioni il dato normalizzato escludendo l’effetto Santander).


Il risultato della gestione operativa è ammontato a 2,177 miliardi, in crescita del 10,8% rispetto al terzo trimestre 2006 e in diminuzione del 15,9% rispetto al secondo trimestre 2007; se si considera il dato normalizzato la variazione è rispettivamente pari al +2,9% e al -15%. In termini di ratio, il Tier1 al 30 settembre si attesta all’8%, il Core Tier1 al 7,3%.


I risultati “evidenziano un positivo andamento – si legge nella nota con cui l’istituto ha presentato i conti – conseguito in un contesto di mercato complesso e beneficiano da un lato in misura ancora marginale delle sinergie derivanti dalla fusione e dall’altro della sostenuta dinamica nell’acquisizione di nuovi clienti, con oltre 150.000 clienti netti in più in Italia nei nove mesi dall’efficacia della fusione”.


La chiusura dell’esercizio in corso – prosegue il documento – “si prospetta positiva anche in relazione delle ulteriori componenti di reddito straordinario che verranno registrate nell’ultimo trimestre”.

 

In scia alla diffusione dei numeri trimestrali il titolo Intesa ha ceduto terreno fino a toccare un minimo di 5,235. Attualmente viene scambiato a 5,25 euro, in calo dello 0,8%.