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Intesa Sp: cala l’utile del I trimestre ma vede un miglioramento nell’intero 2010

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Intesa SanPaolo ha chiuso il primo trimestre dell’anno con un utile netto di 688 milioni di euro, in netto calo rispetto agli 1,07 miliardi dello stesso periodo del 2009 che avevano però beneficiato di imposte differite per 500 milioni. Il dato è comunque superiore alle attese degli analisti, che indicavano profitti per 516 milioni. La banca Mi-To prevede inoltre di chiudere il 2010 con un utile in miglioramento rispetto a quello registrato lo scorso esercizio.


In particolare, si legge nella nota, si ritiene che il gruppo possa realizzare, rispetto al 2009, “proventi operativi netti in recupero, oneri operativi in diminuzione e un costo del cattivo credito in leggero calo, con un conseguente miglioramento della redditività e dell’utile netto, considerando gli oneri di integrazione in significativa diminuzione e le plusvalenze derivanti dalle azioni di capital management in corso di finalizzazione”.

Azioni che saranno i catalizzatori del secondo trimestre. Da ricordare la cessione degli asset di securities services, l’acquisizione del 50% del capitale di Intesa Vita, la cessione della seconda quota del 25% di Findomestic e l’applicazione dei criteri di Basilea 2 advanced. Tutti questi fattori, più ovviamente l’ipo Fideuram e la cessione di quasi 200 sportelli al Credit Agricole, dovrebbero portare il Core tier 1 ratio al 9,2% e il Tier 1 ratio al 10,5%. Nel primo trimestre il Core tier 1 si è attestato al 7,2% dal 7,1% di fine 2009.


Tornando alla trimestrale, Intesa ha conseguito un risultato della gestione operativa di 1,19 miliardi (+12%), con proventi operativi netti di 4,22 miliardi in rialzo del 4% rispetto ai 4 miliardi del primo trimestre 2009. Il totale degli accantonamenti e delle rettifiche di valore è di 854 milioni contro gli 809 milioni di un anno fa. I crediti verso la clientela sono scesi del 4,4% a 369 miliardi, mentre l’insieme dei crediti deteriorati ammonta a 21,03 miliardi in rialzo del 3% rispetto alla fine del 2009.


Sull’esposizione dell’istituto di Ca’ de Sass verso i cosiddetti Paesi Pigs, il management ha dichiarato di non avere in portafoglio titoli governativi spagnoli e portoghesi, mentre quelli di Dublino e Atene ammontano rispettivamente a 240 e 840 milioni di euro. La banca guidata da Corrado Passera ha inoltre un’esposizione lorda e netta al rischio verso prodotti strutturati di credito con sottostanti attività Us subprime per 37 milioni di euro al 31 marzo 2010.