Intesa Sanpaolo, la violazione delle resistenze di area 1,40 euro è un segnale di forza

Inviato da Riccardo Designori il Mer, 25/01/2012 - 15:32
Quotazione: INTESA S.PAOLO
Il recupero effettuato dal comparto bancario nelle ultime settimane si è riflesso inevitabilmente anche sulle quotazioni delle azioni di Intesa Sanpaolo. Il titolo negli ultimi mesi, più precisamente da metà ottobre in poi, ha stazionato all'interno dell'ampia area di trading range compresa tra l'area di supporto posta in prossimità di 1,08 euro e quella resistenziale presente a 1,39 euro. L'allungo dello scorso 23 gennaio ha permesso alle azioni dell'istituto di credito di bypassare le coriacee resistenze statiche menzionate. La soglia indicata aveva ostacolato le velleità rialziste dell'azione già in un paio di occasioni nel corso di dicembre. L'accelerazione è dunque significativa, specie perche accompagnata da altre indicazioni tecniche positive. In questa direzione vanno le medie mobili di breve/medio e lungo termine, incrociate dal basso verso l'alto dallo scorso 19 gennaio. Si deve inoltre segnalare come il titolo prima di oltrepassare le resistenze statiche di area 1,39 euro, proprio in occasione della progressione messa a segno il 19 gennaio abbia violato al rialzo anche le resistenze dinamiche fornite dalla trendline discendente tracciata con i massimi del 21 dicembre e del 3 gennaio. L'unica nota stonata all'interno di questo quadro tecnico è dato dal transito in area 1,525 euro delle resistenze dinamiche fornite dalla linea di tendenza disegnata con i minimi del 25 novembre e del 14 dicembre. Violata al ribasso il 4 gennaio, la trendline ha mostrato la sua consistenza già in occasione del balzo messo a segno dal titolo il 23 gennaio. In quell'occasione il top intraday ha coinciso con il pull back profondo della vecchia trendline. Possibile dunque che le azioni prima di ripartire al rialzo effettuino un ritracciamento più marcato delle violazioni long avvenute nelle ultime sedute. In questo caso è possibile implementare due diverse strategie buy, una più aggressiva e l'altra più conservativa. Nel primo caso ingressi in acquisto a 1,40 euro avrebbero stop al cedimento degli 1,35 euro, nel secondo long a 1,285 euro verrebbero chiusi in perdita con ritorni delle azioni sotto i supporti statici posti a 1,19 euro. In entrambi i casi il primo target è posizionato a 1,65 euro mentre il secondo è a 1,71 euro.
COMMENTA LA NOTIZIA