Intesa Sanpaolo: utili +88% a 1,2 miliardi nei nove mesi, battute le attese

Inviato da Flavia Scarano il Mar, 11/11/2014 - 14:14
Quotazione: INTESA S.PAOLO

jcrop-previewIntesa Sanpaolo accelera a Piazza Affari dopo la pubblicazione dei conti che hanno mostrato un significativo miglioramento della redditività. Il titolo dell'istituto di credito sul Ftse Mib al momento segna un progresso del 2,3% a 2,296 euro. La banca Mi-To ha chiuso i primi nove mesi del 2014 con un utile netto in crescita dell'88% a 1,203 miliardi di euro rispetto ai 640 milioni dello stesso periodo dell'anno scorso, sopra le attese degli analisti che stimavano un incremento più contenuto intorno al miliardo di euro. Se si esclude l'aumento retroattivo della tassazione della plusvalenza registrata nel 2013 sulla quota detenuta nella Banca d'Italia, l'utile risulta pari a 1,642 miliardi. Nel solo terzo trimestre l'utile netto è stato di 483 milioni di euro dai 218 milioni di dodici mesi fa.

Il flusso di crediti deteriorati provenienti da prestiti 'in bonis' per Intesa Sanpaolo è sceso nei primi nove mesi al valore più basso dal 2011. Nel periodo, i flussi netti si sono attestati a 6,1 miliardi di euro, in calo del 18% rispetto ai 7,4 miliardi del corrispondente periodo del 2013. Il dato lordo ammonta a 9 miliardi, con una flessione del 17% dai 10,8 miliardi dei primi nove mesi dello scorso anno. Il miglioramento del trend del credito si è riflettuto in una diminuzione del 12,7% degli accantonamenti, scesi nei nove mesi a 3,5 miliardi di euro includendo le rettifiche richieste dall'asset quality review della Bce.

Sempre nei nove mesi, Intesa Sanpaolo ha registrato proventi operativi netti pari a 12.771 milioni di euro, in aumento del 3,7% rispetto agli 12.317 milioni dei nove mesi 2013. Gli interessi netti si sono attestati a 6.314 milioni, in aumento del 3,9% annuo, mentre le commissioni nette sono state pari a 4.960 milioni di euro, in crescita del 9,9% su base annua.

Ulteriormente rafforzati i coefficienti patrimoniali al 30 settembre 2014, calcolati tenendo conto dei dividendi maturati nei nove mesi per l'esercizio 2014 pari a 750 milioni di euro, ossia il 75% del miliardo di euro indicato come obiettivo di distribuzione per l'esercizio 2014 nel Piano di Impresa 2014-2017. Il Common Equity ratio pro-forma Basilea 3 a regime è così salito al 13% dal 12,3% di fine 2013, livello top tra le maggiori banche europee ed equivalente a capitale in eccesso di 10,1 miliardi di euro, che si confronta con quello di 12,7 miliardi risultante dall'AQR e di 10,9 miliardi risultante dallo Stress Test. Il Common Equity ratio secondo i criteri transitori in vigore per il 2014 è risultato pari al 13,3%, rispetto all' 11,9% pro-forma di fine 2013.

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