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Intesa Sanpaolo: utile trimestrale in crescita oltre le attese nonostante acquisto banche venete

QUOTAZIONI Intesa Sanpaolo

La seconda maggiore banca italiana ha riportato nel terzo trimestre dell’anno utili in crescita più del previsto, nonostante l’acquisizione delle due banche venete, e ha confermato il suo impegno a …

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Utile trimestrale migliore delle attese per Intesa Sanpaolo, che non arresta il suo trend di crescita nonostante l’acquisizione delle due banche venete. Alla luce di questa performance e in vista di un ulteriore miglioramento, la banca guidata da Carlo Messina ha confermato il suo impegno a distribuire dividendi nel 2017. Intanto nel quarto trimestre è prevista la contabilizzazione della plusvalenza netta di circa 800 milioni di euro derivante dalla cessione di Allfunds firmata nei primi mesi dell’anno.

Nel terzo trimestre dell’anno Intesa Sanpaolo ha riportato un utile netto di 650 milioni di euro, in aumento del 3,5% rispetto al corrispodente periodo del 2016 e sopra le attese degli analisti ferme a 636 milioni. Esclusa l’acquisizione dei rami di attività di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca, l’utile netto si è attestato a 731 milioni, mostrando una crescita del 16%. I proventi operativi netti sono scesi dell’1,8% a 4,08 miliardi. Nel dettaglio gli interessi netti sono diminuiti del 5,9% ammontando a 1,75 miliardi, mentre le commissioni nette sono cresciute del 7,6% a 1,89 miliardi.
Nei primi nove mesi l’utile netto è salito a 5,89 miliardi, comprensivo del contributo pubblico cash di 3,5 miliardi di euro a compensazione degli impatti sui coefficienti patrimoniali derivanti dall’acquisizione delle due banche venete. Escluso il contributo pubblico e l’impatto dei rami acquisiti, l’utile netto è risultato pari a 2,47 miliardi.

In miglioramento il trend della qualità del credito di Intesa. Il flusso lordo di nuovi crediti deteriorati provenienti da crediti in bonis è diminuito del 3% a 990 milioni di euro, il valore trimestrale più basso dalla costituzione di Intesa Sanpaolo. In calo anche lo stock di crediti deteriorati, scesi in 24 mesi di 11 miliardi. In particolare, lo stock di sofferenze è diminuito dell’8% rispetto a dicembre 2016, mentre quello delle inadempienze probabili si è ridotto del 7%. Elevata la patrimonializzazione, che si dimostra superiore ai requisiti normativi anche nello scenario avverso di stress test, con il Common Equity Ratio Pro-forma a regime pari al 13,4% (dal 13% di fine giugno), livello top tra le maggiori banche europee, e il Common Equity ratio secondo i criteri transitori al 13% (dal 12,5% precedente).

Per il futuro, Intesa Sanpaolo rimane fiduciosa e conferma l’impegno alla distribuzione di 10 miliardi di euro di dividendi cash complessivi, indicato nel piano, per il quadriennio 2014-2017, in considerazione della crescita attesa per l’utile netto consolidato del 2017 rispetto al 2016.