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Intesa SanPaolo: utile II trimestre tocca quota 1 miliardo, vede un 2010 migliore

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Tutto secondo le attese. Intesa SanPaolo raddoppia l’utile del secondo trimestre grazie alla plusvalenza di 648 milioni di euro derivanti dalla cessione delle attività di banca depositaria alla statunitense State Street. Nel solo secondo trimestre i profitti sono quindi balzati del 95,3% a 1 miliardo di euro rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Nei primi sei mesi del 2010 l’utile è invece aumentato del 6,4% a 1,69 miliardi.


Nel secondo trimestre i proventi operativi netti sono diminuiti del 5% a 4,01 miliardi, mentre nei sei mesi il calo è del 5,6% a 8,72 miliardi. Il risultato della gestione operativa ha subito una flessione del 13,1% a 1,71 miliardi, -10,4% a 3,69 miliardi nel periodo gennaio-giugno. Nell’analizzare il secondo trimestre dell’anno, l’istituto di Ca’ de Sass ha sottolineato l’accentuarsi delle tensioni nell’Eurozona. Tensioni scoppiate ad inizio aprile con la crisi greca e la conseguente paura di contagio ai Paesi periferici dell’area euro.

Tornando all’analisi dei dati di bilancio, nel secondo trimestre il gruppo guidato da Corrado Passera ha effettuato accantonamenti e rettifiche nette per 934 milioni di euro, in crescita rispetto agli 845 milioni del primo trimestre ma in flessione dagli 1,21 miliardi dello stesso periodo dello scorso anno. A livello patrimoniale il Core tier 1 è passato al 7,7% dal 7,1%, mentre il Tier 1 ratio è migliorato all’8,9% dal precedente 8,4%.


Intesa SanPaolo, sulla scia dei risultati del primo semestre, vede un utile 2010 in miglioramento rispetto a quello conseguito nell’esercizio 2009. Infine, a fine giugno, la banca Mi-To aveva un’esposizione verso titoli di Stato greci per 651 milioni di euro. L’esposizione verso i bond spagnoli si è attestata a 530 milioni, irlandesi per 195 milioni e portoghesi per 59 milioni.