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Intesa Sanpaolo sperimenta lo smart working con lavoro da casa o presso clienti

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La professione del bancario verso una svolta smart. Il cambio di scenario degli ultimi anni, con le filiali in affanno davanti alla veloce avanzata dei servizi online, porta a valutare nuove allocazioni per i dipendenti del settore. In tal senso Intesa Sanpaolo, prima in Italia nel settore bancario, ha raggiunto un accordo con i sindacati finalizzato ad adottare un modello di lavoro flessibile per i propri dipendenti. 
La sperimentazione di questa forma di smart working andrà da marzo 2015 fino alla fine del prossimo anno e coinvolgerà in una prima fase i lavoratori di Banca Prossima e dell’area di Milano, per agevolarli anche in concomitanza con l’Expo. Progetto che in caso di successo potrà essere esteso ad altre strutture del gruppo Intesa Sanpaolo. 
Da casa, in hub aziendali o presso clienti 
L’intesa prevede lo svolgimento della prestazione lavorativa da parte del dipendente bancario in luogo diverso dalla sede di assegnazione. Sarà possibile lavorare da uffici diversi dal proprio, previa prenotazione, disponendo di uno spazio utilizzabile per periodi limitati/esigenze temporanee (c.d. hub aziendali); oppure da  casa o dal cliente, nell’ambito dalle regole aziendali in essere. L’iniziativa sarà accompagnata da interventi di informazione/formazione.
Adesione volontaria per massimi 8 giorni al mese 
Una nota del sindacato autonomo bancario Fabi precisa come i dipendenti potranno svolgere la loro prestazione lavorativa da casa, non più di 8 giorni al mese, da altro ufficio o presso il cliente, concordandola con il proprio responsabile di filiale. Le figure professionali che potranno beneficiare di questa opzione saranno, in particolare, coloro che operano presso i servizi centrali e i gestori della rete. “Quest’ accordo innovativo coniuga l’esigenze di produttività dell’azienda con quelle personali e di vita dei lavoratori, a cui il progetto Smart Working viene incontro in maniera intelligente”, hanno commentano Roberto Aschiero e Tiberio Carello, Segretari del coordinamento FABI Intesa Sanpaolo. Per i dipendenti interessati è stata garantita la volontarietà di accesso alla sperimentazione e possibilità di interrompere il progetto in qualsiasi momento, mantenendo invariate, inoltre, tutte le tutele previdenziali e di assicurazione sul lavoro.
“Questo accordo – ha commentato il Chief Operating Officer di Intesa Sanpaolo, Eliano Omar Lodesani – si inserisce nel Piano d’Impresa 2014-17, di cui le persone sono il fattore fondamentale di successo. Rappresenta una nuova tappa nel percorso di ricerca di strumenti innovativi per poter coniugare le esigenze organizzative aziendali con le esigenze personali dei colleghi, favorendone la qualità di vita, creando così le condizioni per una sempre più efficace risposta ai bisogni, espressi e potenziali, dei clienti del Gruppo”. “Con l’accordo sul lavoro flessibile, si è dato avvio a un progetto che permetterà ai nostri colleghi di lavorare, migliorando la gestione dei tempi di vita e limitando gli spostamenti casa-lavoro”, ha aggiunto Lodesani.