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Intesa Sanpaolo sorprende in positivo con dividendo di 0,14 euro, utile 2015 a 3 mld

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Conti 2015 solidi per Intesa Sanpaolo con l’utile netto a 3 miliardi di euro (ai massimi dal 2007) e dividendo leggermente più generoso delle attese. In lieve diminuzione i ratio patrimoniali con CET 1 al 13,1% dal 13,4% di fine settembre, ma sempre a livelli decisamente superiori ai minimi richiesti dalla Bce. 
L’utile netto è salito a 2.989 milioni di euro nel 2015 se si esclude il contributo straordinario al fondo di risoluzione, in crescita del 76,9% rispetto a 1.690 milioni del 2014. Se si esclude l’aumento retroattivo della tassazione della plusvalenza registrata nel 2013 sulla quota detenuta in Banca d’Italia, si tratta del risultato più elevato dal 2007 (anche escludendo l’impairment di goodwill e altre attività intangibili nel 2011 e nel 2013). A livello trimestrale l’utile netto è stato di 13 milioni nel quarto trimestre 2015 rispetto a 722 milioni del terzo trimestre. Le attese di consensus Bloomberg erano per un utile netto trimestrale a 78,1 mln. L’utile netto del quarto trimestre 2015 ammonta a 263 milioni se si esclude il contributo straordinario al fondo di risoluzione. 

Dividendo cash di 2,4 mld (0,14 euro per azione) 
Il Consiglio di Gestione di Intesa Sanpaolo ha proposto la distribuzione di 14 centesimi di euro per azione ordinaria e 15,1 centesimi per azione di risparmio. La proposta prevede la distribuzione di un monte dividendi pari a 2.361.146.684,19 euro, risultante da un dividendo unitario di 14 centesimi di euro per le azioni ordinarie e di 15,1 centesimi di euro per le azioni di risparmio. L’ammontare del dividendo cash va oltre i 2 mld indicati dalla banca nella guidance per il 2015. Il pagamento del dividendo avrà luogo a partire dal giorno 25 maggio 2016 (con stacco cedole il 23 maggio e record date il 24 maggio). Il dividend yield risulta pari al 5,6% per l’azione ordinaria e al 6,5% per l’azione di risparmio.
CET 1 al 13,1% 
I coefficienti patrimoniali risultano su livelli superiori ai requisiti normativi. Al 31 dicembre 2015, tenendo conto di 2,4 miliardi di euro di dividendi proposti, il Common Equity ratio pro-forma a regime è risultato pari al 13,1% e il Common Equity ratio secondo i criteri transitori in vigore per il 2015 al 13%.  

Commissioni nette ai massimi storici
Le commissioni nette riportate dal gruppo bancario guidato da Carlo Messina si sono attestate a 7.496 milioni di euro nel 2015, le più elevate dalla costituzione di Intesa Sanpaolo e con un +10,8% rispetto al 2014. Il cost/income è al 51,4% nel 2015, al 49,9% se si escludono i contributi ai fondi di risoluzione e di garanzia dei depositi. 
L’ammontare di risparmio gestito è aumentato di circa 26 miliardi di euro nel 2015, con circa 30 miliardi di raccolta netta, di cui circa 12 miliardi convertiti da raccolta amministrata.
In miglioramento la qualità del credito con i flussi di nuovi crediti deteriorati provenienti da crediti in bonis registrano il valore più basso dal 2007: flussi netti a 5,7 miliardi, in diminuzione del 33% rispetto a 8,6 miliardi del 2014, e flussi lordi a 8,7 miliardi di euro nel 2015, in diminuzione del 29% rispetto a 12,3 miliardi del 2014; in calo anche lo stock di crediti deteriorati: -3% rispetto a settembre 2015 e -1% rispetto a dicembre 2014 al netto delle rettifiche di valore. Il livello di copertura complessiva dei crediti deteriorati, considerando le garanzie reali, è pari al 139% a fine dicembre 2015 (al 146% considerando anche le garanzie personali), con una copertura complessiva della componente costituita dalle sofferenze pari al 140% (al 147% considerando anche le garanzie personali).