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Intesa Sanpaolo: profitti in calo del 13% nel terzo trimestre, ma superiori alle attese

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Riscontri trimestrali oltre le attese per Intesa Sanpaolo. La maggiore banca italiana per capitalizzazione ha registrato un calo del 13 per cento dell’utile netto nel terzo trimestre compici maggiori accantonamenti per perdite su crediti e minori ricavi. L’utile netto si è attestato a 628 milioni di euro nel terzo trimestre, in calo del 13% dai 722 milioni di euro di un anno prima, ma sopra le attese di consensus Bloomberg (558 mln). Buone indicazioni dai coefficienti patrimoniali che risultano in ulteriormente rafforzamento.
Considerando i primi nove mesi dell’anno l’utile netto risulta di 2,33 miliardi, in calo del 14,3% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Il risultato è di 2,5 miliardi se si esclude il contributo al fondo di risoluzione e di garanzia dei depositi.
Le rettifiche su crediti risultano di 917 milioni di euro nel terzo trimestre, in lieve diminuzione dai 923 mln del trimestre precedente, ma in aumento dai 769 milioni di euro dello stesso periodo del 2015.

Utile 2016 atteso in crescita, confermato obiettivo 3 mld dividendi cash
Sull’intero 2016 l’utile netto consolidato è visto in crescita rispetto al 2015 confermando l’impegno alla distribuzione di tre miliardi di euro di dividendi cash per l’esercizio 2016, indicato nel Piano di Impresa 2014-2017.

Tier 1 al 14,1%
Al 30 settembre 2016, tenendo conto di circa 2.250 milioni di euro di dividendi maturati nei nove mesi (posti
pari all’utile netto dei nove mesi diminuito del rateo cedole maturato sulle emissioni di Additional Tier 1), il Common Equity ratio pro-forma di Intesa Sanpaolo risulta pari al 13%. Il Common Equity ratio secondo i criteri transitori in vigore per il 2016 è al 12,8%, mentre il Tier 1 ratio è del 14,1% del 13,8% a fine 2015. Nello scenario avverso dello stress test al 2018, il Common Equity ratio è risultato pari al 10,2%.