Intesa Sanpaolo, primi conti post-fusione. Piazza Affari storce il naso

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Conti in linea o leggermente sotto le attese per Intesa Sanpaolo, che ha reso noti i risultati relativi al primo trimestre del 2007 basati sul perimetro di consolidamento della società nata dalla fusione tra le due banche. In precedenza erano stati elaborati solamente bilanci pro-forma. Piazza Affari non ne è rimasta per nulla impressionata anzi attualmente sta punendo l’azione del gruppo bancario con un ribasso dell’1,23% a 6,05 euro con quasi 400 milioni di azioni scambiate, più del triplo rispetto alla media delle passate trenta sedute.


Pur nella difficoltà di confrontare i dati di bilancio della nuova entità con la rielaborazione di quelli degli anni passati, analisti e operatori di mercato sembrano gudicare sotto le attese i conti della società. In crescita l’utile netto consolidatoattestatosi a 4,002 miliardi di euro nel primo trimestre del 2007 da 1,25 miliardi dei primi tre mesi del 2006. Escludendo le componenti non ricorrenti la crescita dell’utile è stata del 13,2% a 1.313 milioni di euro da 1.160 milioni. Il risultato della gestione operativa è cresciuto dell’8,2% nel primo trimestre, a 2.340 milioni di euro da 2.163 dei primi tre mesi dell’esercizio passato (14% l’incremento escluso gli effetti delle posizioni in Fiat e Parmalat) con un miglioramento del cost/income ratio al 50,1% dal 51,8% precedente.

Il Tier 1 è pari all’8%, mentre il Core Tier 1 è al 7,2%, coefficienti ottenuti considerando per la quota parte trimestrale l’ipotesi di una distribuzione di dividendi nel 2008 di 0,38 euro per le azioni ordinarie e 0,391 per le risparmio.


A deludere maggiormente è stato l’andamento delle commissioni nette, scese nel trimestre a 1.627 milioni di euro contro i 1.675 della rielaborazione relativa al primo trimestre dell’anno passato. Discesa dovuta, chiarisce la nota della società, a una “politica commerciale improntata alla creazione di valore per la clientela e resa possibile dalla fusione”. Sono diminuite in particolare le commissioni da servizi di incasso e pagamento, da intermediazione e collocamento titoli e da conti correnti mentre sono balzate del 25,5% quelle relative alle carte di pagamento. In crescita anche le commissioni per garanzie rilasciate e per la distribuzione di prodotti assicurativi. A fronte di questa politica di creazione del valore per la clientela Intesa Sanpaolo ha registrato un incremento di 73.000 clienti dal momento dell’annuncio della fusione. Calo anche per il risultato della attività di negoziazione, a 440 milioni di euro da 502 del primo trimestre 2006 (392 milioni il dato normalizzato escludendo gli effetti della posizione in Fiat e Parmalat).


Per il prosieguo dell’esercizio Intesa Sanpaolo si attende “un trend di crescita dei risultati economici in linea con le indicazioni del piano d’impresa, a prescindere dalle componenti di reddito straordinarie, di cui solo una parte sebbe importante, è stata realizzata nel corso dei primi tre mesi”.