Intesa Sanpaolo in rosso a Piazza Affari, la speculazione impazza

Inviato da Redazione il Lun, 01/12/2008 - 11:36
È partita all'insegna delle vendite la prima seduta del mese di dicembre per Intesa Sanpaolo. Mentre i listini di Piazza Affari cedono oltre due punti percentuali, Intesa Sanpaolo fa peggio del mercato, lasciando sul parterre di Borsa circa il 5,93% a 2,22 euro per azione alle spalle di Banco Popolare (-9,61%), Enel (-6,57%) e Terna (6,01%). A fare da zavorra al titolo dell'istituto finanziario guidato da Corrado Passera è soprattutto la speculazione. Si rincorro le voci circa la possibile cessione sul mercato da parte del finanziere franco-polacco Romain Zaleski di una quota del 3% di Intesa Sanpaolo.
Secondo la stampa italiana, Zaleski avrebbe anche intenzione di mettere in vendita lo 0,7% di A2A e lo 0,4% di Generali (quote riportate da Il Messaggero). "Nell'incertezza potrebbe esserci pressione sui titoli in portafoglio alla Tassara", sottolineano gli esperti di Equita in una nota che porta la data di oggi.

Intanto, sono proseguite per tutto il fine settimana le voci di un possibile addio di Pietro Modiano, direttore generale della superbanca italiana. Una vicenda intricata per cui il congiuntivo è un obbligo. Lo confermano le ultime dichiarazioni di Modiano che fatto chiaramente capire di non avere alcuna intenzione di lasciare la sua poltrona. "Dare le dimissioni da direttore generale vorrebbe dire in sostanza mettere in discussione i risultati di un gruppo che ha lavorato bene - precisa Modiano-. Un'azienda che ha aumentato l'utile netto, una banca che funziona".

Insomma, se non sarà Modiano a presentare le sua dimissioni la decisione passerà dal voto contrario del consiglio di gestione della banca, in programma giovedì 18 dicembre. La situazione non è facile. All'inizio si era parlato di divergenze con Corrado Passera, a.d. di Intesa Sanpaolo, sull'organizzazione della banca dei territori. Divergenze, che, peraltro, sarebbero state già appianate. Più si va avanti e più la sostituzione di Modiano rischia però di diventare un fatto personale tra lui e l'amministratore delegato.

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