Intesa Sanpaolo esce da Generali, plusvalenza da 82 milioni. Gros-Pietro, addio banca di sistema

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Intesa Sanpaolo dice addio a Generali. Ca’de Sass ha fatto sapere di aver concluso con successo la cessione di circa 21 milioni di azioni ordinarie detenute nel Leone di Trieste, corrispondente a circa il 1,3% del capitale sociale della società, al prezzo di 16,60 euro per azione ordinaria, attraverso un accelerated bookbuilt offering. Il corrispettivo complessivo è risultato pari a 347,8 milioni di euro e ha comportato per Intesa Sanpaolo un contributo positivo in termini di utile netto su base consolidata di circa 63 milioni di euro.

Con la conclusione di tale operazione, Intesa Sanpaolo nel quarto trimestre 2013 ha ceduto l’intera partecipazione detenuta in Assicurazioni Generali al 30 giugno 2013, registrando complessivamente nel trimestre un apporto positivo all’utile netto consolidato di circa 82 milioni di euro. Per tale operazione, Intesa Sanpaolo si è avvalsa di Banca Imi e di Ubs in qualità di Joint Bookrunners.

Gros-Pietro, addio banca di sistema
“Abbiamo delle responsabilità e non ci giriamo dall’altra parte, ma il nostro compito adesso è tornare a fare la banca chiudendo con chiarezza, nei tempi e nei modi dovuti, la stagione delle cosiddette operazioni di sistema“. Queste le parole del presidente del consiglio di gestione di Intesa Sanpaolo, Gian Maria Gros-Pietro, in un’intervista al Corriere della Sera. “Siamo dentro il sistema e ne teniamo conto”, ha spiegato Gros-Pietro. “Il senso di responsabilità ci impone di non creare sconquassi, andarsene rompendo tutto non è qualcosa che la prima banca italiana può fare. Ma ci è molto chiaro qual è la priorità: occuparci dei nostri clienti, famiglie e imprese“.

Alla domanda se fossero Alitalia, Telecom e Rcs gli schemi da non replicare, il presidente del consiglio di gestione ha risposto: “Con tempi e modalità adeguate ci sfileremo da un ruolo che non è il nostro: non saremo azionisti di lungo termine“. In particolare “ad Alitalia bisogna dare il tempo di trovare un partner, perché senza non può stare in piedi. E Air France mi pare il più adeguato”. Per quanto riguarda invece la gestione Telco-Telecom, Gros-Pietro rileva che “Telco è un’eredità impegnativa per tutto il sistema finanziario. La decisione di uscire è stata presa proprio in relazione al fatto che quello di azionista non è il nostro mestiere”. E’ un problema se la rete finisce in mani straniere? ”Come economista dico che non conta chi ne è proprietario ma gli investimenti che vengono fatti e i servizi che poi la società è in grado di offrire. Il Paese ha bisogno di maggiore competitività e questo passa anche attraverso una rete più efficiente”, ha aggiunto.

Bene Intesa Sanpaolo a Piazza Affari. Il titolo sul Ftse Mib avanza dell’1,06% a 1,809 euro.