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Intesa Sanpaolo, decisivo il test delle resistenze di area 1,22

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I rialzi delle ultime 6 sedute hanno permesso a Intesa Sanpaolo hanno riportato di prepotenza le azioni dell’istituto di credito guidato da Corrado Passera in prossimità dell’ostica soglia resistenziale presente nel range compreso tra 1,207 e 1,2211 euro. Sono numerosi infatti i segnali tecnici che potrebbero favorire una nuova flessione del titolo, se non altro per le prese di beneficio degli investitori della prima ora del rimbalzo in atto. Nello specifico la parte bassa del range, ossia 1,207 euro, trova la sua origine dal top intraday lasciato in eredità dalla seduta del 25 agosto. In quell’occasione il titolo fu violentemente rigettato e iniziò la nuova gamba ribassista che ha portato al minimo di periodo dello scorso 13 settembre a 0,853 euro. Non sono di meno conto nemmeno le altre resistenze presenti nell’area. Oltre a evidenziare come il titolo sia inserito in un canale che appare una tipica flag, la figura è stata costruita con una trendline inferiore ottenuta con i minimi intraday del 13 e del 22 settembre mentre quella superiore con i top del 16 e del 27 settembre, a 1,2379 euro vi è il transito delle resistenze dinamiche date dalla media mobile a 55 periodi del grafico daily. Il livello tuttavia più significativo è quello rappresentato dal vecchio supporto statico espresso dal fondamentale minimo toccato il 6 marzo 2009 in piena bufera mutui subprime. Partendo da tali presupposti è quindi possibile implementare una strategia short con la vendita del titolo a 1,22 euro. Con stop che scatterebbe a 1,342 euro, il primo target è a 1,065 euro mentre il secondo è a 1,017 euro.