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Intesa, Newco da 1 mld per acquisire aziende (e Toro s’interessa)

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L’antesignano è stato Roberto Colaninno, che ha rilevato la Immsi (immobiliare rilevata da Telecom Italia) per farne un contenitore di società medio-grandi bisognose di rilancio. Un’iniziativa che ha segnato un risultato importante con la rinascita della Piaggio, pronta anche a tornare in Borsa in anticipo rispetto alla tempistica già prevista. Poi è arrivato Carlo De Benedetti, che da una costola di Cdb web tech ha dato vita a Management & Capitali, grazie alla quale ha aggregato intorno a sé banche, fondi di private equity ed imprenditori per una nuova società che a regime avrà a disposizione 500 milioni di euro (al momento gli impegni sono per 275,5 milioni) per la ristrutturazione e il rilancio di società con un buon potenziale inespresso.
E su questa strada, già tracciata dai due imprenditori, dovrebbe anche incamminarsi a breve Banca Intesa. Secondo quanto risulta a Finanza.com infatti, l’istituto guidato da Corrado Passera avrebbe allo studio la creazione di una società dedicata al “turnover” e sviluppo di società medio-grandi, sia mediante l’acquisizione dei quote di maggioranza, sia di minoranza qualificata che serva soprattutto a gestire fasi aziendali critiche. Non si tratterebbe di un fondo di private equity, ma di una società per azioni, con un ottica temporale d’investimento superiore a quella del fondo. E quindi, soprattutto, senza l’ansia di dover uscire entro un arco di tempo prestabilito (di solito i canonici 3 anni) dal capitale delle società partecipate. La nuova società punterebbe invece a creare valore “sostenibile” nel tempo, e non massimizzazione di breve-medio periodo, utile talvolta a “lucidare gli ottoni” per lo sbarco in borsa. Tra i punti cardine del piano d’azione ci sarebbe, secondo quanto appurato, anche l’aggregazione di un gruppo manageriale di alta professionalità e integrità da “somministrare” alle società acquisite.
Al momento sarebbero quattro i soggetti interessati, e tra questi si è fatto il nome della Toro assicurazioni del gruppo DeAgostini. La Newco, per la quale è prevista anche un’eventuale quotazione, dovrebbe avere a regime (due anni) un capitale di un miliardo di euro, anche se in un primo momento le sottoscrizioni si fermerebbero a 600 milioni, di cui parte sotto la forma di un prestito obbligazionario convertibile da 75-100 milioni di euro (ipotizzata una scadenza al 2015). Per quanto riguarda i versamenti iniziali, questi sarebbero di poco superiori ai 200 milioni di euro, con prerogativa da parte del cda di richiamare alla bisogna i fondi necessari.