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Intesa esce allo scoperto: con Generali possibile aggregazione industriale

QUOTAZIONI Intesa Sanpaolo
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Intesa Sanpaolo esce allo scoperto e prepara il terreno per possibili mosse future su Generali Assicurazioni. Il gruppo guidato da Carlo Messina ha confermato ieri sera il suo interesse per la crescita nel settore dell’assicurazione e di star valutando possibili combinazioni industriali con Generali, confermando di fatto le indiscrezioni di stampa circolate negli ultimi giorni. Ca’ de sass si dice interessata a crescere “nel settore del risparmio gestito, del private banking e dell’assicurazione in sinergia con le proprie reti bancarie, anche con possibili partnership internazionali”. In quest’ottica, tra le opportunità oggetto di valutazione in corso da parte del management di Intesa Sanpaolo ci sono anche “possibili combinazioni industriali con Assicurazioni Generali”.
L’unione di Intesa e Generali creerebbe un campione nazionale con quasi 850 miliardi di masse gestite e una quota di mercato vicina al 45% nell’industria italiana dell’asset management.

L’alternativa di un assalto a Mediobanca
Intanto il mercato, che anche questa mattina continua a spingere il titolo Generali (+3% in avvio), aspetta la prima risposta formale da parte del Leone di Trieste che oggi ha in programma un cda. Generali che ha messo le mani sul 3% di Intesa Sanpaolo. In tal modo, se Intesa rilevasse una partecipazione oltre il 3% di Generali potrebbe trovarsi costretta a vendere la quota eccedente o vedersi sterilizzare i diritti di voto. A Intesa rimane quindi l’opzione di un’offerta di scambio sul 60% del capitale del gruppo triestino.

Prende piede intanto anche l’ipotesi di una via alternativa che porterebbe Intesa a bussare alle porte di piazzetta Cuccia. Diventare azionista di riferimento di Mediobanca permetterebbe infatti di mettere le mani sul 13% di Generali Assicurazioni. Secondo gli analisti una via sarebbe quella di acquistare la quota di Unicredit in Mediobanca (8%) e un eventuale successivo lancio di un’offerta su Mediobanca stessa. “In questo modo, Intesa diventerebbe indirettamente il primo socio di Generali con il 13% e potrebbe coagulare una minoranza di blocco in chiave antiscalata”, sottolinea Equita Sim.