Intesa: avanti su Generali ma con paletti su CET1 e dividendo, messaggio su M&A rassicura gli analisti

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Le parole dell’amministratore delegato di Intesa, Carlo Messina, hanno rassicurato il mercato circa le prospettive di M&A per il gruppo. Messina ha chiarito che qualsiasi potenziale accordo di M&A sarà soggetto ad alcune ben determinate limitazioni, a partire dalla la conservazione di un’adeguatezza patrimoniale e la creazione e distribuzione di valore. Il dividendo 2017 dovrà essere quindi almeno equivalente all’attuale impegno di 3,4 miliardi di euro e “alto e sostenibile” in futuro anche in caso di M&A. In seconda battuta Messina ha ribadito che il potenziale deal sarà in linea con le priorità strategiche di Intesa, ossia crescere nell’asset management, private banking e assicurazioni.

L’eventuale assalto a Generali Assicurazioni avverrà a condizione di non diluire il CET1 (ora pari al 12,9%) e dividendo 2017 di 0,205 euro. “Ipotizzando 200 milioni di sinergie da costo, i vincoli richiamati sono coerenti con un`offerta a 19 euro sul 60% con componente cash non superiore a 4 euro (vs 8 euro che avevamo ipotizzato in precedenza) – argomenta oggi Equita Sim – oppure un’offerta a 16 euro sul 100% interamente in azioni ISP”.

Gli analisti del Credit Suisse, che mantengono la raccomandazione “outperform” su Intesa con prezzo obiettivo a 2,85 euro, ritengono che tali chiarimenti andranno a rassicurare il mercato sostenendo un re-rating del titolo dopo la recente sottoperformance.

Forte impegno su Npl con focus su miglioramento recuperi
La casa d’affari elvetica indica du potenziali catalyst dall’asset quality del gruppo: robusti trend e il piano sui NPL con il tasso di recupero che nel 2016 è stato pari all’8% dal 5% nel 2015. Intesa indicherà alla Bce un tasso di recupero dell’11%. “Crediamo che grazie allo sforzo nella nuova unità NPL e agli investimenti in persone dedicate con adeguato sistema di incentivazione – rimarca Credit Suisse – Intesa Sanpaolo potrebbe superare gli obiettivi, servendo potenzialmente altre banche in futuro”.

Il Target NPE ratio al 2019 è pari a 10,5% dal 15,4% attuale, che implica una riduzione di 15 mld dei NPL da realizzare principalmente con focus su miglioramento dei recuperi.