Internet si candida a diventare la quinta potenza economica mondiale

Inviato da Daniela La Cava il Mer, 21/03/2012 - 11:04
Dal 1985 anno in cui è stato registrato il primo dominio, il ritmo di crescita di Internet non si è mai fermato di fronte a crisi, recessioni. Una crescita destinata a continuare anche nei prossimi anni. Lo confermano le previsioni contenute nell'ultima ricerca della società di consulenza Boston Consulting Group "The 4,2 trillion opportunity: The Internet Economy in the G-20",  secondo la cui l'internet economy dei paesi appartenenti al G-20 raggiungerà i 4.200 miliardi di dollari nel 2016, registrando un tasso di crescita del 10%.
"Se fosse un Paese, nel 2016 Internet sarebbe la quinta potenza mondiale - rivela lo studio -  Alle spalle di Stati Uniti, Cina, India e Giappone e davanti alla Germania". A favorire questa crescita due fattori su tutti: da una parte l'accesso dagli smartphone e dai tablet e dall'altra lo sviluppo dei social network.
E in soli quattro anni il popolo degli internauti arriverebbe a toccare quota tre miliardi nel mondo, mentre nel 2010 erano in tutto 1,9 miliardi.

Tra un clik e l'altro nei mercati maturi del G-20 l'economia Internet registrerà una crescita pari a circa l'8% annuale, mentre in quelli emergenti verrà raggiunto un tasso di sviluppo più che raddoppiato, intorno al 18%. Forte crescita attesa sopratutto in Argentina e India, con un progresso rispettivamente del 24% e 23% l'anno. Tra i principali mercati sviluppati si metteranno in evidenza Italia e Regno Unito, con uno sviluppo del 12% per il Belpaese e l'11% Oltremanica.

Tra gli stati più digitali c'è il Regno Unito che secondo la ricerca di Bcg internet contribuisce per l'8,3% all'economia del Paese inglese. Seguono la Corea del Sud (7,3%) e la Cina (5,5%). Quarto posto a pari merito per il Giappone e gli Stati Uniti (4,7%).
La ricerca della società di consulenze americana rimarca inoltre che la web economy inglese proseguirà la sua crescita anche nel prossimo quadriennio (pari a 12,4%),ben oltre la Cina (6,9%) e Stati Uniti (5,4%).

Secondo le previsioni di Boston Consulting in diversi Paesi, le piccole e medie imprese che interagiscono con i consumatori su Internet hanno visto le vendite salire più velocemente rispetto a quelle che hanno una bassa o nulla presenza in Rete".

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