Internet: battaglia campale tra motori di ricerca

Inviato da Redazione il Ven, 10/02/2006 - 10:57
Multinazionali e imprese locali. Governi, compagnie di telecomunicazioni e giganti dei contenuti. Nomi storici di internet e gli ultimi arrivati. Tutti contro Google. Decine di imprese come Microsoft, Yahoo, Siemens o TPI, stanno cercando di individuare la formula per soffiare a Google il trono della ricerca on line. Il business oggetto della disputa è il più redditizio della rete e, inoltre, rappresenta la porta d'ingresso ai restanti servizi on line. Fino a questo momento, Google non ha smesso di aumentare la sua quota di mercato, ma gli analisti credono che gli attacchi dei competitors siano una minaccia reale per l'azienda leader.

E' il business più vecchio del mondo internet e, per tanto, uno dei più consolidati. Ma è anche il più conteso. Tutte le imprese che aspirano a controllare la Rete sanno che la prima mossa da fare è conquistarsi un posto nei processi di ricerca. La ricerca di informazioni è l'attività più diffusa tra gli internauti ( superiore anche a quella dell'uso della posta elettronica). Google può contare su una quota d mercato del 57%, e sembra non voler frenare il suo trend (due anni fa la sua quota era del 28%). Secondo i dati forniti dalla Nielsen/ Net Ratings, la pagina web del motore di ricerca ha sperimentato un tasso di crescita delle visite (+29%) secondo solo a quello della Apple.

Ma perché tutti vogliono disporre di un motore di ricerca? Il motore di ricerca è l'elemento critico del mercato on line: uno strumento di marketing potentissimo ed economico, in grado di segmentare perfettamente gli utenti. La società di consulenza Forrester ha recentemente pubblicato alcuni dati sui costi del marketing: individuare un cliente con un motore di ricerca costerebbe tra i 7 e i 10 dollari; farlo con le pagine gialle tra i 15 e i 25 dollari; con la posta tradizionale il costo può arrivare a 60-80 dollari.

Nel 2005 il mercato dei motori di ricerca ha mosso 1.400 milioni di euro solo nel Vecchio Continente (il 65% in più rispetto al 2004). E le previsioni indicano che questa cifra crescerà fino a toccare i 3.000 milioni nel 2010. I dati dimostrano che il business è molto redditizio: gli utili conseguiti da Google nell'ultimo trimestre hanno raggiunto i 400 milioni di dollari su 1.578 milioni di vendite (24%). Infine, il motore di ricerca rappresenta una finestra aperta sul mondo. L'importanza del business trova un ulteriore conferma nelle considerazioni espresse da alcuni analisti del settore: i motori di ricerca rappreseterebbero un meccanismo di distribuzione per il commercio on line - visto che attraverso le loro pagine gli utenti possono individuare i siti utili per realizzare le proprie compravendite. Queste sono alcune delle ragioni che stanno spingendo società del calibro di Yahoo, Microsoft, Thomson, France Telecom, Deutsche Telekom, Siemens, Bertelsmann o TPI a dare la caccia a Google.

Yahoo: l'eterno rivale. Yahoo sta migliorando la propria competitività grazie all'acquisto di altre società ( Flickr, sito web dedicato al mondo della fotografia), e introducendo nuovi servizi (Yahoo answers, dove personale specializzato risponde a domande complesse).

Microsoft: la strategia della compagnia di Seattle si basa su due pilastri. Il primo è il portale MSN ( che punta al miglioramento del suo motore di ricerca e al rafforzamento del servizio Messenger). Microsoft può contare su un'arma potente: il suo sistema operativo Windows, installato nel 90% dei computer. 'Vista', la nuova versione di Windows, offrirà (di serie) all'utente il motore di ricerca MSN.

Quaero. La notizia ha fatto il giro del mondo: Jacques Chirac e Gerhard Schroder hanno sostenuto questa iniziativa franco- tedesca per porre fine al dominio statunitense delle ricerche on line. Nell'iniziativa sarebbero coinvolte France Telecom, Deutsche Telekom, Bertelsmann, Thomson e Siemens. L'Agenzia per l'innovazione industriale sarà incaricata di seguire tutte le fasi del progetto.

Noxtrum. TPI ha lanciato il suo motore di ricerca in prova. L'idea è offrire un'ampia varietà di formule pubblicitarie.

Il mercato ospita decine di motori che mantengono buone quote di mercato. Il più importante è AOL ( con il 7% del business Usa). L'arena ospita un nutrito gruppo di piccole società: Dogpile ( che cerca risultati tra le pagine dei suoi competitors), Myway ( che si distingue per l'assenza di pubblicità), AskJeeves (promette risultati migliori degli altri grazie all'uso di una tecnologia che organizza le pagine per ambiti di riferimento. A cura di www.fondionline.it.
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