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Intel, wafer cinesi per il numero uno dei chip

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Il colosso mondiale dei microchip Intel ha scelto la Cina, precisamente la provincia nord orientale di Liaoning, per costruire la sua prossima fabbrica di wafer di silicio. Nella città di Dalian verranno investiti 2,5 miliardi di dollari per uno stabilimento produttivo (Fab 68) il primo di tutta l’Asia.


L’amministratore delegato del gruppo di Santa Clara, Paul Otellini, in una conferenza stampa tenutasi a Pechino ha spiegato la decisione indicando la Cina come “il nostro mercato a maggiore tasso di crescita” dove “è per noi importante investire in quanto ci fornirà la spinta necessaria a servire meglio i nostri clienti”. Lo stabilimento produttivo di Dalian dovrebbe entrare in funzione entro la prima metà del 2010 mentre il lavori di costruzione partiranno verso fine anno. “Fab 68 è il nostro primo nuovo stabilimento dopo 15 anni” ha commentato Otellini. L’ultima fabbrica impiantata da Intel risale infatti al 1992 in Irlanda. La presenza in Cina non è però una novità assoluta per il gruppo californiano, presente nell’ex Celeste impero ormai da 22 anni con “un totale di oltre 1,3 miliardi di dollari in impianti di assemblaggio e verifica, ricerca e sviluppo”.

Il passo deciso da Intel rappresenta nel contempo un nuovo successo per la politica di attrazione di investimenti produttivi dall’estero implementata dal governo cinese e che ha portato negli ultimi anni numerosi gruppi industriali ad aprire sedi produttive nella Repubblica popolare. “Accogliamo Intel è le altre multinazionali che vogliano investire e cooperare con la Cina – ha dichiarato il vicepresidente della commissione per lo Sviluppo e la riforma nazionale Zhang Xiaoqiang – e supportiamo l’iniziativa di Intel di espandere e rafforzare la cooperazione in diverse aree come la crescita della conoscenza, l’aumento degli standard tecnologici, la diffusione dell’informatizzazione nelle aree rurali”.


Non ci si nasconde tuttavia una certa preoccupazione per tecnologie d’avanguardia e ritenute sensibili, dove la tutela dei brevetti è fondamentale. Forse per tal motivo, pur avendo Otellini sottolineato l’obiettivo “di contribuire a allo sviluppo della regione e dell’industria dei circuiti integrati” dando impulsoall’innovazione nel Paese, le tecnologie che verranno prodotte nel nuovo stabilimento non sarano quelle sulla frontiera tecnologica. Lo stabilimento Fab 68 sfornerà wafer da 90 nanometri, tra i più avanzati ma non i più avanzati attualmente esistenti utilizzando le tecnologie più avanzate che il governo degli Stati Uniti permetterà di trasferire nel Paese del Dragone.D’altronde l’attenzione di Pechino per la protezione della proprietà intellettuale e industriale non è stata mai troppo elevata e nonostante gli sforzi attuati dal governo una tutela soddisfacente sotto questo punto di vista è ancora difficile da ottenere.