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Intel: trimestrale da record ma molte scommesse sono ancora da vincere

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Sesto semestre di record per i risultati di Intel per quanto riguarda i dati finanziari, tutti con il segno più sia rispetto al trimestre precedente, sia rispetto ad un anno fa. Il fatturato ha raggiunto e superato i 14 miliardi di dollari, in aumento del 9% sul Q2 2011 e del 28% su base annua. Bene anche il risultato operativo, attestatosi a 4,8 miliardi di dollari, in aumento del 16% annuo, e l’utile netto, 3,5 miliardi di dollari per un aumento del 17% rispetto ad un anno fa. L’utile per azione ha raggiunto la cifra record di 65 centesimi, un salto del 20% rispetto al trimestre precedente e del 25% rispetto allo stesso periodo del 2010.


Nella trimestrale sorprese positive…

Se però si guarda l’andamento delle singole unità aziendali, troviamo qualche sorpresa.  La prima, positiva, è il fatturato della vendita dei pc, in aumento del 22% annuo (9,4 miliardi di dollari). Lo scorso trimestre, quando Intel aveva registrato un aumento di solo l’11%, il presidente della casa dei microprocessori Paul Otellini aveva invece pronosticato una vendita di computer in crescita di una sola cifra percentuale a livello globale, aspettandosi che anche Intel avrebbe seguito questo trend.
“Merito dei Paesi emergenti, che hanno spinto le vendite più del previsto”, spiega Dario Bucci, amministratore delegato di Intel per l’Italia e la Svizzera. “Nella nostra visione centrata sull’occidente non ci rendiamo ancora pienamente conto della forza della nuova classe medio-borghese della Cina e dell’India. Nuovi ricchi che hanno la disponibilità di acquistare un pc o un notebook senza indebitarsi, e che rappresenta una realtà forte in grado di trascinare i risultati finanziari oltre ogni previsione”.


…e negative


Non così bene è andato invece il risultato delle architetture, il cui fatturato cresciuto in questo trimestre “solo” del 68% rispetto al +84% dello scorso trimestre. “Questo settore resta comunque solido”, commenta Bucci, “ma, occupandosi principalmente di concepire soluzioni per aziende, ha risentito dell’andamento di un mercato che ha influenzato negativamente le aziende stesse”.


Male anche il fatturato dei microprocessori Intel Atom, destinati ai cosiddetti netbook: il segmento ha aggravato il calo anno su anno portandosi a -32% (269 milioni di dollari), a fronte del -15% dello scorso trimestre. “E’ evidente che i processori Atom scontano la crisi dei netbook, che non vivono un momento felice, a causa della cannibalizzazione operata da tablet e smartphone”, afferma il Ceo di Intel Italia. “Ma riteniamo che qualunque apparecchio collegato ad internet sia qualcosa su cui investire, e perciò puntiamo sulla tecnologia di nuova generazione. Ad esempio, sulla piattaforma Medfield per smartphone e tablet, che utilizza appunto i processori Atom”.


Le nuove scommesse di Intel


Insomma, Intel ha ancora molte frecce al suo arco. Il tema della sicurezza dei dati e dell’identità di chi scambia informazioni on line, in particolare, è una delle principali scommesse della casa di Santa Clara, così come le architetture a nuvola per aziende. Dice Bucci:”Abbiamo allo studio un sistema di “hybrid cloud”, un metodo ibrido che utilizza un server, a sua volta collegato al cloud, ma che custodisce in azienda i dati che devono rimanere legati al territorio per questioni normative”.


Infine, l’ultrabook. Il nuovo apparecchio, già lanciato da Acer, Asus e Toshiba e in arrivo sugli scaffali in tempo per le feste natalizie, riunisce in sé le migliori caratteristiche di mobilità degli smartphone, di connettività dei tablet e di semplicità d’uso dei notebook. “L’ultrabook, che utilizza i processori Intel Core, è oggi un prodotto di fascia medio alta, che si aggira sugli 800-1300 euro di costo”, spiega Dario Bucci. “La promessa è però quella di arricchirlo di servizi, in modo che possa arrivare a conquistare il 40% del mercato dei notebook”. E in questo modo, si spera, scendere di prezzo.