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Intel, record per il fatturato in attesa degli ultrabook

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Intel festeggia il quinto trimestre di fila di fatturati record e pensa già alla fase due del mercato informatico. Il giro d’affari del periodo appena archiviato ha raggiunto la cifra di circa 13 miliardi di dollari, in crescita del 21% rispetto ad un anno fa. Ottimi risultati anche per quanto riguarda l’utile netto, a circa 3 miliardi di dollari (+2%) rispetto allo stesso periodo del 2010, con un utile per azione (eps) a 54 centesimi, balzato del 6% sull’anno precedente.


A spingere il giro d’affari del produttore mondiale di microprocessori è stata la capacità di cavalcare l’onda di un mercato globale sempre più a due velocità. Se infatti nei Paesi emergenti, soprattutto nell’Asia-Pacifico, la crescita è legata ad un’espansione del segmento consumer, con un aumento nella domanda di macchine e collegamenti internet, in Europa e Stati Uniti il mercato si sta spostando verso una fase più evoluta. L’esigenza è infatti quella di gestire dati non più solo testuali ma resi più complessi da formati video e audio, che richiedono apposite architetture “embedded” e strutture “cloud” per poter essere utiizzati.


“E’ proprio in questo ultimo settore che si è registrata la crescita più impressionante, dell’84%” afferma Dario Bucci, Ceo di Intel per l’Italia e la Svizzera. “Le nuove strutture architettoniche per ora non portano a fatturati significativi, ma il mercato sta evolvendo in quella direzione”. Lo confermano anche le novità di Apple e Microsoft, con l’iCloud e il cloud computing per le aziende, tanto che le principali case informatiche sono coinvolte da Intel nella sua “Cloud builder initiative”, un’iniziativa mirata a cercare le ricette migliori per rendere le soluzioni “nuvola” più appetibili per le aziende e non solo. L’Italia si colloca in pieno nel nuovo trend di mercato, con un indebolimento del segmento consumer e un maggiore dinamismo nella domanda di aziende medie e grandi, soprattutto nell’acquisto di server e data center. Vanno male invece le vendite dei microprocessori Intel Atom, il cui fatturato è calato del 15% a 352 milioni di dollari, a causa della velocità con cui i microprocessori vedono ridursi le proprie dimensioni, rendendo vani gli investimenti fatti solo poco tempo prima. Le tendenze del futuro? Si chiamano “ultrabook”, e sono l’evoluzione naturale del notebook: pc portatili sottili come un tablet, sempre connessi come uno smartphone e sicuri nella gestione dei dati. Prodotti come questo potrebbero entrare sul mercato già a partire da Natale, e sono destinati a rimpiazzare i vecchi pc.”Il presidente Paul Otellini ha parlato di una crescita globale nelle vendite dei pc tra l’8 e il 10%, in diminuzione rispetto al passato”, afferma il Ceo Dario Bucci. “In realtà ci aspettiamo anche che gli ultrabook arrivino a coprire il 40% del mercato complessivo dei vecchi notebook”. Il vecchio pc, dunque, si prepara ad andare in pensione.

 

Floriana Liuni

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