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Inps: Mastrapasqua lancia l’allarme, da bilancio segnali di non totale tranquillità

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Il disavanzo patrimoniale ed economico dell’Inps non può dare segnali di non totale tranquillità. E’ questo l’allarme lanciato da Antonio Mastrapasqua, presidente dell’Inps, parlando dei dati dell’Ente che risentono dell’accorpamento degli ex Inpdap ed Enpals avvenuta nel 2012. Durante l’audizione alla commissione bicamerale di controllo degli enti previdenziali, Mastrapasqua ha fatto sapere di aver “scritto ai ministri Saccomanni e Giovannini invitando a fare un’attenta riflessione” sul bilancio dell’Inps che ormai è “un bilancio unico, essendo il disavanzo patrimoniale ed economico qualcosa che, visto dall’esterno, può dare segnale di non totale tranquillità“.

Mastrapasqua ha spiegato che l’accorpamento degli enti “ha creato uno squilibrio di bilancio” e come “la genesi della perdita dell’Inps” derivi da “uno squilibrio imputabile essenzialmente al deficit ex Inpdap, alla forte contrazione dei contributi per blocco del turnover del pubblico impiego e al continuo aumento delle uscite per prestazioni istituzionali”.

E’ per questo che per il numero uno dell’Inps è necessario rivedere le norme che hanno disciplinato l’accorpamento tra Inps, Inpdap e Enpals, abbandonando la pratica delle anticipazioni, “di trasferimenti statali non completamente rispondenti ai fabbisogni” e ripristinare una copertura strutturale da parte dello Stato per il pagamento delle pensioni pubbliche. Senza questo intervento normativo si potrebbero “innescare rischi di sotto finanziamento dei disavanzi previdenziali e di progressivo aggravamento delle passività. Non solo.

Mastrapasqua sottolinea il bisogno di valutare “nelle sedi competenti, l’opportunità di eventuali interventi normativi, tesi a garantire l’efficiente ed efficace implementazione della più grande operazione di razionalizzazione del sistema previdenziale pubblico“. Mastrapasqua ha tenuto a ricordare che all’origine del deficit ex Inpdap via sia stata la soppressione, con la finanziaria 2008, della norma in vigore dal 1996 che prevedeva l’apporto dello Stato a favore della gestione ex Inpdap, per garantire il pagamento dei trattamenti pensionistici statali. A  fronte di questo, infatti, l’Inpdap ha fatto ricorso all’avanzo di amministrazione per la coperture del relativo deficit finanziario e soprattutto, alle anticipazioni di bilancio.

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