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Iniziate le Olimpiadi del miracolo cinese

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Ha preso il via alle 14.00 la cerimonia di apertura dei tanto attesi Giochi olimpici cinesi.
Attesi dagli sportivi ma non solo. Per mesi si è parlato del positivo influsso che l’avvicinarsi dei Giochi avrebbe avuto sulle Borse dell’ex Impero Celeste, un po’ per la spinta all’economia derivata dagli ingenti lavori infrastrutturali compiuti per ammodernare il Paese in vista dell’appuntamento, un po’ per una sorta di credenza secondo cui il governo di Pechino non avrebbe permesso una discesa della Borsa almeno fino all’inizio dei Giochi per la voglia di presentare il Paese, sotto tutti gli aspetti, nel migliore dei modi possibile. Anzi, si diceva mesi fa, se uno storno ci sarà, avverrà proprio al termine delle Olimpiadi.
Oggi sappiamo che le cose sono andate molto diversamente e che quella che nel 2007 era stata la migliore Borsa mondiale (alle spalle solo di quelle di altri emergenti minori), veleggia nella classifica da inizio 2008 in ultima posizione.
Lo Shanghai Composite si trova a 2713 punti, con un calo che supera il 40% da gennaio, e anche oggi, nonostante all’accensione della fiaccola nello stadio nazionale mancassero poche ore è sceso ai livelli più bassi delle ultime 52 settimane.
Paradossalmente all’avvicinarsi dei Giochi l’effetto sull’economia, come sottolineato da alcuni analisti, è stato addirittura negativo, con il blocco forzato di alcuni grandi impianti industriali per ridurre le emissioni inquinanti nella grigia atmosfera dell’area di Pechino. E ora si guarda con più preoccupazione alle sorti del decoupling che avrebbe dovuto preservare l’economia cinese dai bacilli starnutiti da Usa ed Europa.
Nelle ultime tre settimane il Baltic Dry Index, che misura il costo dei noli marittimi, ed esprime quindi la misura degli scambi di merci internazionali, scambi in cui la Cina fa la parte del Leone, ha subito una caduta verticale, con più di 15 variazioni negative consecutive (dalla scorsa primavera l’indice ha perso circa il 30%).
Ebbene gli analisti si aspettano che l’indice possa riprendere a salire una volta messo il velo sui cinque cerchi. Ma non solo, secondo altri osservatori, al rallentato ritmo produttivo pre-olimpico cinese sarebbe da ascrivere la discesa dei prezzi delle commodity, pronti a riprendersi, con il Baltic Dry, dopo che anche l’ultima medaglia d’oro sarà assegnata.

 

R.B.