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Inizia la due giorni delle Banche centrali

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Le tre principali Banche centrali del mondo si riuniscono tra oggi e domani. L’attenzione dei mercati è focalizzata soprattutto su Bce e Fed. La Bank of England non dovrebbe infatti modificare i termini della propria politica monetaria. E’ già intervenuta nell’ultima riunione aumentando il target del programma di acquisto di asset di 50 miliardi di sterline, portandolo a 375 miliardi, e varando il “funding for lending” scheme. Sul suo giudizio non dovrebbe influire il deterioramento dello scenario economico registrato nel corso del trimestre.

La discesa del Pil britannico nel secondo trimestre del 2012 (-0,7%) rappresenta uno dei dati peggiori degli ultimi cinquant’anni, con una contrazione che su base annua è dell’1%. Il dato disaggregato mostra il peso negativo avuto sul risultato dal settore delle costruzioni: -5,2% trimestrale. Secondo il Fx Weekly Update di JP Morgan ci sono fattori una tantum che hanno influenzato questo risultato. In primo luogo il maltempo spiega almeno in parte il cattivo andamento del settore costruzioni. Inoltre bisogna tenere conto del bank holidays straordinario per il giubileo della Regina. A sostegno dell’economia britannica gli analisti di JP Morgan citano, oltre ai piani di stimolo che ancora non hanno dispiegato i loro effetti, le Olimpiadi. Per il terzo trimestre le attese sono ancora di contrazione ma limitata allo 0,1% e un'”effetto olimpico” dello 0,5% sul Pil. I rischi dello scenario, conclude il commento, sono verso l’alto. La valuta britannica verrà tuttavia guidata da fattori esterni, in particolare l’evoluzione della crisi dell’Eurozona e l’eventuale adozione di nuovo Quantitative easing da parte della Fed. Un ulteriore deterioramento dello scenario in area euro limiterebbe al rialzo la valuta britannica. La sterlina rimane comunque da preferire contro l’euro fino al momento in cui non verrà trovata una soluzione definitiva ai problemi dell’Eurozona.

Contro dollaro un’adozione di nuovo Quantitative easing favorirebbe l’apprezzamento della sterlina. Stasera alle 20:15 si saprà quali sono le decisioni della Fed. Il consensus si attende un’azione della Banca centrale alla luce del rallentamento dell’economia globale e del deludente andamento del mercato del lavoro. Non c’è tuttavia unità di vedute sulla forma che tale azione potrebbe assumere. In ogni caso l’effetto sarebbe di indebolimento del dollaro contro sterlina ma non contro euro.

Il driver principale per la valuta unica europea è infatti la riunione Bce di giovedì, chiamata a dar seguito alle dichiarazioni di Mario Draghi. Dopo le parole del governatore il cambio euro/dollaro ha recuperato quota 1,23 (il 24 luglio era sprofondato sotto 1,21). C’è molta incertezza sulle decisioni che alla fine verranno prese dalla Bce giovedì. L’entusiasmo iniziale è in parte rientrato dopo le precisazioni arrivate dalla Germania. In particolare il ministro delle Finanze tedesco Schauble ha ribadito in un comunicato la contrarietà alla concessione di una licenza bancaria al fondo salva-Stati Esm. Una delusione da parte Bce porterebbe nuove forti pressioni sui titoli di Stato dei Paesi periferici e un indebolimento dell’euro. Contro dollaro la valuta unica riprenderebbe la strada verso 1,20 con rischio elevato di rompere al ribasso la soglia e incamminarsi verso i minimi di giugno 2012 a 1,1875.

Alessandro Piu