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Inflazione non convince Draghi che invoca pazienza, euro indietreggia

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Mario Draghi invoca “pazienza e perseveranza della politica monetaria” affinché l’inflazione ritorni sostenibilmente a livelli inferiori ma prossimi al 2%. Il presidente della Bce fa intendere come il sostegno della Bce attraverso il QE e tassi ai minimi risulta essenziale per riportare l’inflazione verso il target della Bce comportando un passo indietro dell’euro sceso sui minimi di giornata contro il dollaro sotto la soglia di 1,23. 

Il numero uno dell’Eurotower ha affermato oggi come l’evoluzione dell’inflazione rimane condizionata da un ampio grado di stimolo monetario fornito dall’insieme delle misure di politica monetaria (acquisti di attività nette, il considerevole stock di attività acquisite e i futuri reinvestimenti e le linee guida future sui tassi di interesse). Secondo Draghi il forte dinamismo dell’economia dell’area dell’euro “ha chiaramente rafforzato la nostra fiducia nelle prospettive di inflazione”. 

“Prevediamo che l’inflazione riprenderà il graduale percorso di aggiustamento verso l’alto, sostenuto dalle nostre misure di politica monetaria”, ha aggiunto Draghi che ritiene necessario uno stretto monitoraggio della recente volatilità dei mercati finanziari, soprattutto sul tasso di cambio, in virtù delle possibili implicazioni sulla stabilità dei prezzi.

Crescità più robusta
“La crescita – ha sottolineato Draghi – è più forte di quanto atteso in precedenza e distribuita più equamente tra settori e aree geografiche rispetto a qualsiasi momento dopo la crisi finanziaria. Secondo gli ultimi dati, l’economia dell’area dell’euro è cresciuta del 2,5% nel 2017, riflettendo la forte dinamica interna dei consumi privati e degli investimenti”. Draghi ha anche detto di anticipare un ulteriore miglioramento dell’occupazione.