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L’inflazione Istat, le associazioni dei consumatori e il paniere…

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L’Istat conferma le stime di inflazione provvisorie annunciate il 30 marzo scorso e fa sapere che nel mese di marzo l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività comprensivo dei tabacchi ha fatto registrare una variazione positiva dello 0,2% rispetto al mese di febbraio e una variazione positiva dell’1,7% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Al netto della voce tabacchi invece l’aumento congiunturale sarebbe stato dello 0,1% e quello tendenziale dell’1,6%. Un po’ superiore invece rispetto alle stime provvisorie l’indice armonizzato dei prezzi al consumo (Ipca), che a marzo ha fatto segnare una variazione positiva dell’1,2% sul piano congiunturale (precedente stima all’1,1%) e un +2,1% in termini tendenziali (precedente stima al 2%).


Tornando all’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività, nel mese di marzo gli aumenti congiunturali più significativi sono stati rilevati dall’Istat per i capitoli Trasporti (+1,1%) e Servizi ricettivi e di ristorazione (+0,5%), mentre va rilevata la variazione negativa del capitolo Comunicazioni (-6,3%). Gli incrementi tendenziali più elevati si sono registrati nei capitoli Bevande alcoliche e tabacchi (+4,3%), Abitazione, acqua, elettricità e combustibili (+3,7%) e Prodotti alimentari e bevande analcoliche (+2,4%). Da segnalare anche nella variazione annuale il settore Comunicazioni, con un -10,6%; in ribasso nel’anno su anno anche i Servizi sanitari e spese per la salute (-0,7%).

Le associazioni dei consumatori mettono in evidenza che il ddl Bersani sulle liberalizzazioni sta facendo sentire i suoi benefici effetti in alcuni settori ma che in altri è necessario mantenere alto il livello di guardia. “Sono importanti gli effetti positivi del decreto Bersani, che riducono i prezzi delle tariffe telefoniche e dei farmaci – mettono in evidenza i presidenti di Adusbef e Federconsumatori, rispettivamente Elio Lannutti e Rosario Trefiletti – ed è allarmante invece l’aumento dei generi alimentari”. “Il decreto Bersani – afferma il Codacons – ha fatto registrare effetti positivi nel settore della telefonia, ma occorre tenere alta la guardia su eventuali rialzi delle tariffe che potrebbero essere attuati dalle compagnie telefoniche. Desta preoccupazione invece la crescita dei prezzi nel comporto alimentare; per questo chiediamo al Governo non solo di definire il ‘prezzo anomalo’ nel settore dell’ortofrutta, ossia stabilire quando un prezzo possa ritenersi eccessivamente gonfiato nel passaggio dall’ingrosso al dettaglio, ma anche di tagliare la filiera che determina ricarichi pesantissimi sui prezzi finali dei generi alimentari, a discapito delle famiglie”.


Ma a suscitare polemiche è anche il paniere utilizzato dall’Istat per il calcolo della crescita dei prezzi, giudicato da molti “poco affidabile”. La pensano così i sindacati della Uil, il cui segretario confederale, Antonio Foccillo, come riportano le agenzia di stampa, ha sottolineato la necessità di una revisione del paniere “sulla base di parametri più oggettivi”. “I cittadini avvertono quotidianamente una inflazione ben più alta di quella misurata dall’Istat”, ha aggiunto Foccillo.