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Inflazione in Europa si mantiene ben al di sopra del 2%, euro/dollaro supera 1,33

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Le stime del governatore della BCE, Mario Draghi, sull’inflazione vengono confermate anche da Eurostat. L’Istituto di Statistica ha infatti annunciato che l’indice dei prezzi al consumo ha registrato, nel mese di dicembre, una crescita del 2,2% su base annuale (stesso aumento mostrato nel mese di novembre) e un incremento dello 0,4% su base mensile.

Secondo Draghi anche nella prima parte del 2013 l’inflazione si manterrà vicina al limite di tolleranza del 2% per poi scendere al di sotto di tale livello nel corso dell’anno. La nostra sensazione è che la BCE non è intervenuta sui tassi d’interesse proprio per non aumentare le pressioni inflazionistiche. Dopo l’allentamento delle tensioni sulla crisi debitoria dell’Europa Periferica (Spagna e Italia tra tutti) il consiglio Direttivo dell’Istituto di Francoforte ha preso ancora altro tempo per valutare i rischi di un taglio del costo del denaro sulla stabilità dei prezzi.

Riteniamo che in mancanza di un forte ritorno delle turbulenze finanziarie sui mercati difficilmente la BCE interverrà sui tassi, portando cosi’ l’euro ad apprezzarsi sul dollaro (target di 1,35 nel primo trimestre). La moneta unica non sarà quindi supportata dai fondamentali ma solamente dalle diverse strategie monetarie delle banche centrali (piu’ espansiva quella della Federal Reserve).

Dopo la pubblicazione del dato l’eur/usd evidenzia un bel balzo, superando il limite psicologico di 1,33 e mettendo nel mirino le resistenze di brevissimo situate a 1,3320. L’eventuale vittoria al di sopra dei suddetti riferimenti ridarebbe forza alla divisa del Vecchio Continente per proseguire la propria reazione e allungare verso 1,3360 e 1,34. Attenzione che la violazione al ribasso del supporto in area 1,3260 confermerebbe le recenti tensioni introducendo un possibile affondo nel breve periodo a 1,32.

FILIPPO A. DIODOVICH
Market Strategist IG