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Inflazione Eurozona sotto le attese a dicembre, cresce pressione su Bce. Euro giù

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Niente accelerazione per l’inflazione dell’area euro. A dicembre, secondo i dati preliminari diffusi dall’Eurostat, l’indice dei prezzi al consumo dell’Eurozona si è attestato a +0,2% annuo, in linea con il dato precedente. Le attese erano invece per un aumento a +0,3%. Sotto le attese anche l’inflazione core che è scesa a sorpresa a +0,8% dal +0,9% precedente. Il consensus Bloomberg era per una lettura stabile. 

La banca centrale Europea punta a raggiungere un target di inflazione in area 2% e lo scorso mese ha esteso il piano di quantitative easing fino al marzo 2017 abbassando anche il tasso sui depositi a -0,3%. Mosse che hanno parzialmente deluso il mercato che si aspettava qualcosa di più dall’istituto di Mario Draghi per accelerare la ripresa dei prezzi. 

Già ieri indicazioni sotto le attese erano arrivate dalla Germania con un rallentamento a sorpresa nell’ultimo mese del 2015 a +0,3% su base annua dell’inflazione rispetto al +0,4% precedente e contro il +0,6% atteso dagli analisti. 

La reazione del mercato è stato un ulteriore deprezzamento dell’euro, già abbastanza intenso ieri in scia proprio alla debole inflazione tedesca. 

In Italia inflazione ferma a dicembre
Riscontri sull’inflazione anche dall’Italia. A dicembre l’inflazione ha segnato una variazione mensile nulla e un aumento dello 0,1% nei confronti di dicembre 2014. Sono i dati preliminari diffusi oggi dall’Istat. Il dato è sotto le attese che prevedevano un +0,4% a/a. A dicembre l’inflazione di fondo scende a +0,6% (da +0,7% del mese precedente); al netto dei soli beni energetici si attesta a +0,7% da +0,8% di novembre.
La stabilità dell’inflazione, rimarca l’Istat, è dovuta al bilanciarsi di spinte contrapposte: da una parte l’accelerazione della crescita dei prezzi dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (+0,9%, da +0,6% di novembre) e l’ulteriore riduzione dell’ampiezza della flessione dei prezzi dei Beni energetici non regolamentati (-8,8%, da -11,2% di novembre); dall’altra l’inversione della tendenza dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (-1,7%, da +0,6% di novembre) e il rallentamento della crescita di quelli degli Alimentari non lavorati (+2,2%, da +3,2%).