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Inflazione Eurozona ai massimi dal 2013 anima i falchi della Bce

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L’aumento brusco dell’inflazione dell’area euro aggiunge pressione in seno alla Bce con i falchi, capitanati dalla Germania, che nelle ultime settimane hanno intensificato il pressing per un ritiro anticipato delle misure straordinarie di stimolo monetario, iniziando in anticipo il tapering (riduzione progressiva degli acquisti di asset).

Oggi l’Eurostat ha confermato il balzo del tasso di inflazione a fine 2016. A dicembre si è infatti attestato all’1,1% su base annua a dicembre, in linea con la stima preliminare e sui massimi da luglio 2013. Il dato evidenzia un netto rialzo rispetto allo 0,6% di novembre. Esclusi gli elementi più volatili (cibo ed energia), l’inflazione core si è attestata allo 0,9 per cento.

“Gli aumenti dei prezzi sono stati in gran parte guidati da componenti volatili” sottolineano gli esperti di Barclays, con in particolare energia e prezzi degli alimentari freschi in crescita robusta (rispettivamente +2,6% a/a e +2,1% a/a). A livello core, l’aumento è stato guidato da pacchetti vacanza (+2,5% a/a) e tariffe (+2,2% a/a). Invece i prezzi dei beni industriali non energetici sono rimasti invariati per il quarto mese consecutivo a + 0,3% a/a e rimangono sotto i livelli raggiunti a dicembre 2015 quando segnavano un +0,5% a/a.

Barclays ritiene che nell’area dell’euro l’inflazione ha spazio per un ulteriore aumento rispetto ai livelli attuali, ma senza autentici pressioni inflazionistiche di fondo.

L’inflazione era scesa bruscamente dopo la crisi del debito del 2011 che aveva paralizzato gran parte dell’economia della zona euro, con la deflazione registrata all’inizio del 2015 e il 2016 che ha spinto la Bce a stanziare il piano di quantitative easing e portare i tassi a zero.

Domani prima riunione Bce dell’anno
Domani è prevista la prima riunione dell’anno per la Banca centrale europea. Non sono attese novità da parte dell’Eurotower con però Mario Draghi chiamato a giustificare le misure di stimolo alla luce del nuovo scenario con inflazione in decisa ascesa.
Nell’ultima riunione del 2016 la Bce aveva ampliato il suo programma di acquisto di asset (quantitative easing) fino alla fine di quest’anno, anche se la dimensione degli acquisti mensili scenderà a 60 miliardi di euro al mese da aprile rispetto agli 80 mld attuali.