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L’inflazione europea batte ancora un colpo, quella italiana ai massimi dal 2008

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Surriscaldamento maggiore delle attese dell’indice dei prezzi al consumo dell’eurozona. L’inflazione Ue a marzo è schizzata ai nuovi massimi dall’ottobre 2008, aumentando ulteriormente le pressioni per una prima stretta monetaria da parte della Bce che con ogni probabilità apporterà il primo rialzo dei tassi di interesse giovedì prossimo (7 aprile). Il dato ha sospinto le quotazioni dell’euro fino a quota 1,4233 dollari, non lontano dai massimi di inizio novembre. 


Il progresso dell’indice dei prezzi al consumo dell’eurozona è stato del 2,6% a/a. Si tratta della prima lettura flash dell’Eurostat. Il consensus di mercato era invece per un dato in linea con l’aumento tendenziale fatto registrare il mese precedente, ossia +2,4%. A livello mensile il progresso risulta dello 0,4%, mentre il mercato vedeva un più moderato +0,3%. La lettura definitiva verrà annunciata dall’Eurostat il prossimo 15 aprile.


Sull’inflazione pesa principalmente il caro-energia con i prezzi del petrolio saliti vertiginosamente negli ultimi mesi. A inizio marzo la Banca centrale europea (Bce) ha rivisto al rialzo le stime sull’inflazione 2011/2012 della zona euro. Le nuove   previsioni sull’inflazione sono nel range tra il 2-2,6% per l’anno in corso 2 e tra l’1-2,4% nel 2012.


Aumento delle pressioni inflattive confermato anche dai dati arrivati dall’Istat relativi ai prezzi italiani, saliti ai massimi dal novembre 2008. Nel mese di marzo, secondo le stime preliminari diffuse oggi dall’Istituto Nazionale di Statistica, l’indice nazionale dei prezzi al consumo, comprensivo dei tabacchi, registra un aumento dello 0,4% rispetto al mese di febbraio e del 2,5% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente (era +2,4% a febbraio 2011). Il dato risulta oltre le attese che erano ferme a +2,4%. Al netto dei beni energetici, il tasso di crescita tendenziale dell’indice dei prezzi al consumo è pari all’1,9% (era +1,8% a febbraio). L’accelerazione dell’inflazione registrata a marzo, rimarca la nota dell’Istat, risente in primo luogo delle tensioni sui prezzi dei Beni alimentari e dei Beni energetici non regolamentati. Un effetto di sostegno alla dinamica dell’indice generale deriva anche dall’andamento dei prezzi dei servizi, ed in particolare di quelli relativi ai Trasporti e ai Ricreativi, culturali e per la cura della persona.


Nel dettaglio i maggiori incrementi congiunturali dei prezzi riguardano i Trasporti (+1,4%), i Servizi ricettivi e di ristorazione (+1,0%) e l’Abitazione, acqua, elettricità e combustibili (+0,4%) (Prospetto 1). In calo risultano i prezzi di Ricreazione, spettacoli e cultura (-0,6%) e delle Comunicazioni (-0,1%). Sul piano tendenziale i maggiori tassi di crescita interessano le divisioni Trasporti (+5,5%), Abitazione, acqua, elettricità e combustibili (+4,4%), Altri beni e servizi (+3,0%) e Servizi ricettivi e di ristorazione (+2,6%). Quelli più contenuti riguardano le divisioni Servizi sanitari e spese per la salute (+0,9%) e Abbigliamento e calzature (+1,2%). In flessione risultano i prezzi delle Comunicazioni (-0,5%) e di Ricreazione, spettacoli e cultura (-0,3%).