L'inflazione britannica rallenta, cable ai minimi da quasi due mesi

Inviato da Luca Fiore il Mar, 12/11/2013 - 17:53
Segno meno per il cambio tra la sterlina e il biglietto verde, penalizzato da un lato dal calo dell'inflazione ai minimi da quasi un anno e dall'altro dai miglioramenti evidenziati dagli indici macroeconomici che potrebbero spingere la Fed a rompere gli indugi e ridurre il piano di acquisto asset nelle ultime due riunioni dell'era Bernanke. In questo contesto il cambio gbp/usd ha messo a segno il terzo calo consecutivo scendendo a 1,5853 dollari, il livello più basso da quasi due mesi.

Oggi l'ufficio centrale di statistica britannico ha annunciato che il mese scorso l'inflazione d'Oltremanica ha evidenziato un incremento annuo del 2,2%, il dato minore dal settembre del 2012. L'indice fa segnare un calo di mezzo punto percentuale rispetto al mese precedente ed è inferiore di 30 punti base rispetto al consenso di mercato. Sotto le attese anche il dato "core", quello calcolato al netto delle componenti più volatili, cresciuto dell'1,7% tendenziale (consenso +2%).

Al di la della modifica del piano di acquisto asset (dall'avvento del nuovo governatore Carney il comitato di politica monetaria ha sempre votato all'unanimità per il mantenimento del qe a 375 miliardi) le scarse pressioni in arrivo dai prezzi al consumo garantiscono alla Bank of England la tranquillità necessaria per confermare l'attuale politica ultra-espansiva per tutto il tempo necessario alla ripresa.

Domani alle 10:30 è prevista la pubblicazione dei dati relativi l'andamento del mercato del lavoro britannico, il tasso di disoccupazione a settembre dovrebbe aver registrato una contrazione dal 7,7 al 7,6 per cento, e un'ora dopo l'appuntamento è con l'inflation report e con la conferenza stampa del n.1 della BoE Mark Carney.

Gli analisti stimano che nel suo resoconto trimestrale la banca centrale inglese alzerà le stime di crescita dell'economia limando l'outlook sull'inflazione. Focus anche sulla view relativa il tasso di disoccupazione, visto che la BoE ha già fatto sapere che non si inizierà a discutere di una normalizzazione della politica monetaria fino a quando il tasso di disoccupazione non scenderà sotto il 7%.
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