L'industria italiana rallenta bruscamente

Inviato da Daniela La Cava il Mar, 12/02/2008 - 09:21

Arrivano segnali poco rassicuranti dall'industria italiana. Secondo quanto rilevato dall'Istat, a sorpresa a dicembre si è registrato una flessione tendenziale dell'indice grezzo pari al 4%, mentre il dato corretto per i giorni lavorativi ha messo in evidenza sempre nell'ultimo mese del 2007 una diminuzione tendenziale del 6,5% (i giorni lavorativi sono stati 19 contro i 18 di dicembre 2006). Come si apprende nel comunicato diramato dall'istituto di statistica nostrano, nella media del 2007 l'indice ha segnato una diminuzione dello 0,2% rispetto al 2006 (i giorni lavorativi sono stati 253 contro i 250 del 2006). L'indice della produzione destagionalizzato è risultato pari a 96,4 con una diminuzione dello 0,5 % rispetto a novembre 2007.

Che il  2008 sarebbe stato un anno difficile non è una novità. Già in dicembre Confindustria ha parlato di un forte rallentamento della crescita di Pil e consumi dopo due anni di espansione costante. Ma questi dati deludenti diffusi ieri dall'Istat hanno spinto il centro studi di Confindustria (Csc) ad agire subito e in modo tempestivo, abbassando a +0,7% dal precedente +0,9% la stima di crescita del prodotto interno lordo (Pil) attesa per l'anno in corso."Il Csc, in base alla frenata della produzione industriale nel quarto trimestre del 2007, prevede una contrazione del Pil dello 0,1% rispetto al trimestre precedente. È la prima caduta da due anni", spiega il centro studi.

"La stima del centro studi di Confindustria per gennaio indica un rimbalzo tecnico della produzione industriale del 2% rispetto a dicembre (dati destagionalizzati), quando si è registrato un calo dello 0,5%, in base ai dati rilasciati dall'Istat", continua il Csc in un documento. Sempre secondo quanto si apprende dal Centro studi il rimbalzo è giustificato dall'indice Pmi che risulta ancora espansivo in gennaio e dal recupero di attività dopo il fermo causato dallo sciopero degli autotrasportatori a dicembre.

Sulla base dei dati rilevati dall'Istat, a dicembrel'unica variazione positiva è stata quella dell'energia (+3,5%). Mentre la produzione ha frenato bruscamente negli altri comparti: variazioni negative per i beni strumentali e di consumo, in calo anche i beni durevoli e quelli intermedi.

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