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Indici Pmi e Draghi deprimono l’euro

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Dopo un avvio di giornata positivo per l’euro in scia alla vittoria elettorale della Merkel, la seduta ha visto il progressivo prevalere delle vendite sulla divisa unica europea. Il promo scrollone al ribasso è coinciso con la diffusione in mattinata delle prime stime flash sull’attività manifatturiera a settembre. Dopo i confortanti dati estivi, a settembre sembra essere emerso un rallentamento con l’indice pmi manifatturiero di settembre della Germania che ha mostrato un calo a 51,3 punti contro i 51,8 punti della precedente rilevazione (consensus era 52,2 punti). Sotto le attese anche il Pmi manifatturiero francese e quello dell’eurozona.

Vendite sull’euro diventate più fitte dopo le parole di Mario Draghi, presidente della Bce, intervenuto nel primo pomeriggio al Parlamento europeo. Il numero uno dell’Eurotower ha fatto nuovamente intendere che la politica monetaria sarà ancora molto accomodante. La Bce in particolare è pronta a utilizzare qualsiasi strumento, inclusa un’altra operazione di rifinanziamento a lungo termine (LTRO) al fine di mantenere l’attuale orientamento di politica monetaria. Draghi ha rimarcato che i tassi rimarranno a questi livelli o più bassi ancora a lungo vista anche la bassa inflazione che rimane sotto la soglia del 2%, mentre la disoccupazione rimane troppo alta.

Alle 16.30 il cross euro/dollaro viaggia così sui minimi intraday sotto la soglia di 1,35 (1,3489) che era stata recuperata settiman a scorsa. Gli analisti di CMC Markets stamattina rimarcano come la rottura del supporto posto a 1,3400 proietta l’EURUSD verso i massimi annuali posti a 1,3710 mentre ogni ritracciamento degno di questo nome dovrebbe per lo meno scendere sotto 1,3420.