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Indici Pmi di Cina e Stati Uniti penalizzano i mercati europei

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Le indicazioni arrivate dal manifatturiero di Cina e Stati Uniti deprimono l’andamento dei listini europei. A gennaio il dato flash relativo l’andamento del manifatturiero cinese (Pmi) ha evidenziato il primo calo in sei mesi attestandosi a 49,6 punti mentre il Pmi Chicago è sceso da 54,4 a 53,7 punti.

Meglio del previsto il dato europeo, salito ai massimi da due anni e mezzo a 53,9 punti. Indicazioni positive anche dall’indicatore relativo il settore dei servizi (da 51 a 51,9) mentre quello composito ha fatto segnare il valore maggiore dal giugno 2011 (da 52,1 a 52,4).

A Londra il Ftse100 ha chiuso in rosso dello 0,78% fermandosi a 6.773,28 punti, il Dax è sceso dello 0,92% a 9.631,04 e il Cac40 ha lasciato sul parterre un punto percentuale (-1,02%) a 4.280,96. Contiene le perdite l’Ibex, sceso dello 0,37% a 10.241,2 punti.

A livello di singole performance spicca il -10,66% di Nokia che ha chiuso il quarto trimestre con vendite per 3,5 miliardi di euro, -21% rispetto al corrispondente periodo del 2012, e con un utile per azione in calo da 6 a 5 centesimi.