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Indicazioni macro spingono aussie e kiwi

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Nuova seduta con il segno più per il dollaro australiano. Grazie alle indicazioni arrivate dal mercato del lavoro, l’aussie ha spinto il cambio con il biglietto verde fino a 94,605 centesimi di dollaro Usa, il livello maggiore dall’8 novembre. A marzo il saldo delle buste paga in Australia ha evidenziato un incremento di 18,1 mila unità, contro un consenso di 2,5 mila, mentre il tasso di disoccupazione ha fatto segnare un inatteso calo dal 6,1 al 5,8 per cento (livello minore da novembre).

L’analisi dei dati evidenzia però come l’incremento delle payrolls sia stato registrato dai posti di lavoro part-time e che il tasso di disoccupazione è stato spinto al ribasso dal calo dell’indice che misura la partecipazione al mercato del lavoro (dal 64,9 al 64,7 per cento).

A questo punto, potrebbe essere giunto il momento di una pausa. Ipek Ozkardeskaya, analista di Swissquote Europe, rileva che per l’aud/usd l’indice di forza relativa a 30 giorni “si trova ora nell’area di ipercomprato (75%)”. Secondo l’esperto “la prossima resistenza chiave si trova a 94,99/95,00 centesimi (76,4% di Fibonacci sul calo in atto da novembre 2013 a gennaio 2014 e livello psicologico)”.

In particolare evidenza anche il “cugino” neozelandese (soprannominato kiwi) che ha capitalizzato l’incremento ai massimi da quasi un anno dell’indice che tasta il polso al comparto manifatturiero (58,4 punti). Nel corso della seduta asiatica l’incrocio è salito a livelli che non si vedevano dall’agosto del 2011 a 87,45 centesimi di dollaro Usa. Il saldo mensile evidenzia un incremento del 2,8% mentre da inizio anno la crescita supera i sei punti percentuali.